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Finale senza sorprese per “The Voice of Italy”, il talent show di Raidue: vince Suor Cristina con il 62% dei voti. Un risultato quasi scontato, da quando è entrato in lizza il televoto, infatti, non c’è stata più partita. Suor Cristina Scuccia, di Comiso, è entrata subito nel cuore della gente, a prescindere dai suoi mezzi vocali e dalle sue perfomance canore. Ha battuto in finale un talento, Giacomo Voli, del team Pelù, un rockettaro purosangue, dalla voce strepitosa, che si arrampica sulle note come uno scalatore d’alta montagna, con grande perizia. Ma Suor Cristina ha una marcia in più, la forza della sua semplicità e della sua immensa dolcezza.  Ha dedicato la sua vittoria al Signore che sta in cielo, ha voluto concludere la sua splendida cavalcata tra le note, con una preghiera che ha voluto fosse recitata da tutto l’auditorium, il “Padre Nostro”. Davvero un momento di grande impatto, emozionante, imprevedibile e insolito per quel tipo di evento. Tanta sobrietà, niente autocelebrazione, ma quasi una piena consapevolezza che la vittoria l’ha voluta e guidata dall’alto dei cieli il Dio dei giusti e degli umili. “Passerotto non andare via” canta Baglioni in una sua celeberrima canzone, passerotto, adesso la tua presenza nell’ambito musicale dovrà essere continua e fare da contraltare ai tanti messaggeri negativi che vengono da quel mondo. La vittoria di Suor Cristina (oltre che da Dio) è stata voluta da tutta la provincia che si è mobilitata così come ha fatto qualche giorno fa per Deborah Iurato. Anche Punta Secca, località amena, propagine del popolo comisano in territorio di S.Croce, ha voluto partecipare alla festa. Fabio Alabiso, titolare del Rosengarten, ha organizzato in collaborazione con Lorella Mauro un happening nel suo locale con tanto di maxi-schermo, giropizza e tanti sms, con il numero tre in bella vista. Insomma, Suor Cristina è risultata la più amata dagli italiani, che l’hanno eletta a loro simbolo positivo. La provincia di Ragusa è diventato l’ombelico del mondo, non più periferia fra le periferie, grazie a due splendide e umilissime ragazze, figlie di questa realtà, fatta di lavoro impegno e serietà di comportamenti. La provincia “babba” non è più tale: noi “esistiamo”.

Salvo Dimartino

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