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L’estate accende la voglia di vacanza. Ma – e questo è sicuramente un aspetto per nulla confortante – accende pure i roghi, quelli che non ti aspetti e quelli che, sicuramente, non vorresti trovarti accanto mentre trascorri delle ore piacevoli vicino al mare. Ma anche in campagna dove, e succede da qualche settimana, ti capita di fare due passi trovandoti davanti una colonna di fumo piuttosto che una vampa che sta ardendo. Le fumarole offuscano le ferie di chi già, a mare, c’è. Annebbiano la serate delle frazioni marinare di Santa Croce Camerina (da Punta Braccetto a Punta Secca, passando per Torre di Mezzo, e oltre) e costringono alla finestra chiusa anche quando non si vorrebbe. Il problema si ripropone anno dopo anno e con altrettanta veemenza. “Ci risiamo – denunciano alcuni residenti di Punta Secca – ogni sera, dopo le 22, nell’aria si addensa una coltre di fumo e diventa praticamente impossibile respirare. Delle volte accade anche prima, ma i soliti “furbetti” ci provano soprattutto quando pensano che difficilmente qualcuno proverà a fermarli e, quindi, in tarda serata. E bene, noi ci chiediamo proprio questo: le autorità deputate al controllo e alla eventuale repressione di comportanti di queste genere possono o no intensificare la vigilanza al fine di porre un freno a questo ormai annoso problema? Dobbiamo rivolgerci al prefetto per avere un riscontro? E intanto ci tocca tenere le finestre sbarrate”. I rischi non solo per i danni ambientali e l’inquinamento ma anche per possibili incendi causati dall’uso indiscriminato di tali roghi. Chi denuncia la circostanza tiene a sottolineare che l’accensione di fumarole costituisce un vero e proprio cancro per il territorio.

Fonte: La Sicilia

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