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Domenica mattina al Cantiere sulla Scuola voluto dal PD a Terrasini è arrivato il sottosegretario all’istruzione del governo Renzi, Roberto Reggi, al quale sono state illustrate le relazioni dei gruppi di lavoro formulate nei due giorni precedenti al suo arrivo dai docenti, dai dirigenti scolastici, dagli amministratori, dai sindaci, dagli assessori, dai progettisti che lavorano nella scuola. Per il ciclo di istruzione Primaria e Secondaria di Secondo grado ha relazionato Mariangela Bastico, sottosegretaria all’istruzione, rivendicando a gran voce un riordino del tempo scuola educativo che penalizza, dalla Gelmini in poi, sopratutto il ciclo della Scuola Primaria con l’introduzione dell’insegnate unico che ha danneggiato la qualità del sapere scolastico anche attraverso la conseguente frammentazione delle discipline; fermo restando che le ore di lezioni frontali di docenza e il tempo scuola possono tutelare anche i docenti precari e la qualità del sistema scolastico senza per questo confondersi tra loro. Il tema della valutazione degli alunni, discusso spesso in tempi recenti anche in riferimento ai vari ricorsi presentati al TAR dai genitori di alunni di ordini di scuola diversi, ha incassato un NO tassativo: i docenti si sono dichiarati contrari e compatti all’uso del voto numerico come strumento valutativo. Necessaria appare altresì la riforma degli Organi Collegiali e l’istituzione dell’Organico funzionale per ogni scuola definito come organico di rete, che permetterà la gestione, da parte delle singole scuole, dei docenti in modo più autonomo, facendo fronte anche ad emergenze come quella delle classi pollaio. Per il gruppo Diversità e Integrazione la coordinatrice Laura Coccia, deputata della Commissione Cultura della Camera, ha definito il concetto stesso di diversità: “è ciò che ci identifica nel mondo”, perciò è richiesta al corpo docente una formazione continua. Criticata la recente normativa sui BES (bisogni educativi speciali), intesi solo come un’ulteriore classificazione degli studenti che evita di affrontare ancora una volta il problema in maniera organica. L’emergenza bullismo viene attenzionata e si chiede alle famiglie un maggior controllo anche nell’utilizzo delle nuove tecnologie. Fabio Cirino, insegnante precario, per il gruppo ‘Formazione, la selezione e il reclutamento e lavoro dei docenti ‘ è stato il portavoce: in questi anni la realtà degli aspiranti docenti e dei precari è stata caratterizzata da una continua “guerra tra poveri”, particolarità che non è sfuggita ai partecipanti al gruppo, avanzando la necessità di avviare un unico canale di reclutamento perché si chiede e si pretende il rispetto per i docenti precari. Graduatorie ad esaurimento e concorsi, per avviare un cammino di passaggio verso il nuovo reclutamento tramite le lauree magistrali. Altra proposta, sicuramente originale, è la costituzione di una graduatoria nazionale che ha l’obiettivo di velocizzare l’esaurimento delle liste dei precari. Una graduatoria parallela e subordinata rispetto alle liste provinciali e dalla quale si dovrebbe attingere solo nel caso in cui i posti di alcune aree geografiche del paese non possono essere ricoperti per mancanza di aspiranti. Importante il concetto di pari opportunità per tutti gli alunni, risolvendo gli ostacoli di natura strutturale che dividono oggi nord e sud di Italia: anche il tempo scuola inteso come tempo pieno o prolungato appare, perciò, da subito una necessità. Un tema, ripetuto più volte, è quello della necessità di ricoprire tutti i posti vacanti e disponibili in organico, anche in riferimento alla sentenza della cassazione che ha tolto il tetto alle deroghe al fine di non applicare le famose aliquote. Attesa anche la sentenza della Corte Europea che arriverà a fine settembre e potrebbe, qualora fosse positiva, sfoltire le graduatorie permanenti. L’Italia ha commesso, infatti, una grave infrazione del diritto comunitario: in contrasto con la ben nota direttiva europea n.70 del 1999 sul contratto a tempo determinato e con quello che avviene in tutti gli altri Paesi dell’Unione, negli ultimi anni in vari settori del pubblico impiego come la scuola e la sanità ha permesso che venissero reiterati contratti a termine “successivi” di lunga durata senza trasformarli in rapporti di lavoro a tempo indeterminato, pur essendoci una legge ad hoc (cioè il decreto legislativo 368 del 2001, in particolare l’articolo 5) nata proprio per recepire le indicazioni della normativa comunitaria. Un’altra difficoltà che è stata denunciata riguarda la mancanza da parte dell’Ufficio scolastico per la Regione Sicilia delle indicazioni operative per l’attribuzione delle attività alternative all’insegnamento della religione cattolica delegando totalmente la pratica di tale insegnamento all’improvvisazione delle singole scuole. “Ridateci le 30 ore alla Primaria e le compresenze” ha sentenziato, invece, a gran voce Antonella Enea, coordinatrice del gruppo innovazione didattica, al fine di gestire al meglio, all’interno delle singole classi, anche le problematiche riferite ai BES e ai disturbi specifici di apprendimento degli alunni. Le sezioni primavera alla scuola materna, intese come anno ponte, garantiscono invece un lavoro pedagogico importantissimo per la fascia di età che va dai 24 ai 36 mesi e l’onorevole Puglisi, senatrice, capogruppo del PD nella commissione Cultura del Senato, ha spiegato la legge 1260 quella definita dei nidi che garantisce questo primo ciclo di vita all’interno delle istituzioni scolastiche: la scuola è anche una seconda famiglia. La lotta alla dispersione scolastica appare per Mila Spicola un tema oggi trasversale per tutti gli ordini di scuola del Sud. Quest’ ultima inizia proprio negli asili che appaiono una priorità per il PD di Renzi. Il responsabile del forum ‘Costruire, progettare, mantenere gli edifici dell’ educazione’ è stato Mauro Mangano sindaco di Paternò. Quest’ ultimo ha riportato la necessità degli amministratori di momenti di formazione sul territorio perché necessari affinché le istituzioni scolastiche si aprano al territorio oltre che in termini di orario anche di confine. Per le conclusioni una intervista a Reggi che ha risposto alle domande dell’onorevole Malpezzi. Le scuse del sottosegretario agli insegnanti aprono il colloquio, perché ha riconosciuto di avere sottovalutato l’attuale stato di mortificazione nel quale si trova l’intero corpo docente. Occorre per Reggi avere un pacchetto di proposte sull’autonomia vera, quella mai realizzata e applicata della riforma Berlinguer per concordare risorse umane e finanziare stabili negli anni affinché la prossima proposta educativa possa definirsi seria anche se dovrà necessariamente confrontarsi presto con le idee della scuola di Renzi.

Giusy Zisa

VIDEO INTERVISTA

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