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Accoglie all’ingresso di Punta Secca ormai da qualche giorno i vacanzieri di luglio la statua in ferro che raffigura il commissario Montalbano, forgiata dalla sapienza di mastro Antonino Barone. L’artigiano santacrocese, in pochissime ore, per avere omaggiato con la sua passione un personaggio simbolo per la frazione, è subito balzato alle cronache, locali e non, per le lodi ricevute, ma anche per le critiche, talvolta caustiche e spigolose, che hanno messo in taluni casi perfino in dubbio la bontà estetica dell’opera in questione. Tutti pareri che sono arrivati all’officina di Barone che inizia a conoscere quello che può essere il prezzo della notorietà. “Certo ci sono opinioni e opinioni, alcune molto dure e sicuramente difficili da gestire, ma tante altre che ripagano dell’impegno e dei sacrifici – dice –. Io, e l’ho già detto in precedenza, non ho fatto altro che adoperarmi per fare qualcosa di speciale per la mia comunità. E devo dire che di Punta Secca, della nostra bella Punta Secca, proprio per questa statua, in questi giorni si è parlato, e si è parlato tanto. Il mio Montalbano è stato un regalo e mi sono praticamente autotassato per farlo. Si parla del contributo della Bapr, e di questo non sarò mai abbastanza grato. Ma, giusto per essere precisi circa le proporzioni di spesa, mi è stato concesso gentilmente dall’istituto di credito un bonus di 300 euro che, parliamoci chiaro, non ha sicuramente coperto per intero i costi. Il resto, e parliamo di cifre a tre zeri, l’ho sborsato di tasca mia. Ma non mi pentirò mai di aver messo su questa statua, il mio grande orgoglio”. Il veliero, Pinocchio che gioca coi delfini, la Mutante. Barone puntella Santa Croce Camerina dei suoi “figli” da anni. Montalbano è l’ultimo arrivato e al suo primo “vagito” si è già aperto al mondo. E intanto Barone sta già lavorando alla sua prossima opera.

Fonte: La Sicilia

16 Commenti

  1. Sicilia al nord

    26 luglio 2014 a 10:23

    Da cittadina della borgata, vorrei esprimere il mio ringraziamento personale al sig. Barone.
    C’è chi parla di offfesa all’arte ad altissimi livelli, c’è chi la definisce addirittura uno scempio(ADDIRITTURA!!!!!!!!!)……Lo scempio è l’incivilità che domina sovrana in alcuni territori della Sicilia, cosa che mi rattrista tanto, vedi il randagismo, l’immondizia per strada……quei veri lord che buttano l’immondizia dai finestrini, o meglio ancora lasciano sacchetti di plastica o cicche in spiaggia!!!!!questa è la schifezza!!!!!!!!!!!!!!

    Se la stessa opera l’avesse messa “ciccio pecora”, noto artigiano di…………allora si che sarebbe stata stupenda!
    Io mi auguro che il sig. Barone possa diventare un “”noto” artigiano conosciuto ovunque, si aggiungerebbe un’altra ricchezza al nostro territorio.

    Permettetemi di fare un esempio. Giambarresi, il pittore contadino, “non scolarizzato”, era un artista sconociuto, nessuno avrebbe dato un centesimo per i suoi quadri, oggi è quasi un mito!

    Morale:a me la statua piace, ribasco, c’è chi la pensa in maniera diversa, per cartià. De gustibus!
    Una cosa però vorrei sottolineare, volete esperimere le vostre opininioni al riguardo?
    Fatelo, liberissimi di parlare, ma siate rispettosi!
    Grazie

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  2. Loredana

    26 luglio 2014 a 12:14

    Rispetto per l’artigiano, d’accordo.
    Ma dire che quella statua sia bella, ci vuole coraggio!!!!
    A me non piace assolutamente e non assomiglia per nulla a Zingaretti.

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  3. giovanni

    26 luglio 2014 a 12:57

    Purtroppo, a mio parere ,quell’opera non solo è bruttissima ma non ha niente di artistico e certamente non ci fa fare una bella figura con i turisti,non c’entra niente il fatto che l’ha regalata,ci vuole un po di buongusto e di senso estetico prima di impiantare qualsiasi opera cosi detta d’arte,poi fate come volete voi per me va rimossa

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  4. Studente

    26 luglio 2014 a 14:08

    Provate a farla voi una statua, sicuramente sarete molto più bravi!
    Ah, aprite anche quei bellissimi occhi che avete tutti, ogni qual volta passo davanti a quella statua, ci sono tanti..TANTI turisti che si fanno gli ormai famosi selfie con la statua ma anche semplicissime foto.

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  5. Giovannella

    26 luglio 2014 a 15:46

    Visto che a P.Secca, nessuno ne capisce di arte,
    perchè non esponete questo capolavoro artistico, al museo del Louvre a Parigi??
    Li si che se ne intendono di arte, fin troppo!!!!

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  6. giovanni

    27 luglio 2014 a 11:25

    certo che i turisti si fanno i selfie ma per riderci sopra

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  7. fabio

    27 luglio 2014 a 12:37

    I selfie sono a presa in giro, se ancora non l’avete capito!!!

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  8. Studente

    27 luglio 2014 a 13:54

    Certo, ridono.
    Perchè lei sicuramente starà lì appostato ogni santa ora a vedere se ridono o meno.
    Phà.

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  9. Giuseppe Monoftalmo Guercio

    28 luglio 2014 a 00:06

    Ha un suo fascino velato, quel fascino dell’arte che va scoperto solo se ci si pone in “modalità” diacronica, rifuggendo dal paradigma sincronico ed attuale. La plasticità delle movenze figurative, unite alla scarna essenzialità delle membra ne fanno preludio ad una nuova e “stupefacente” visione dell’arte, non dell’immediato futuro ma di un futuro remoto tutto da indagare. Si tratta di un’operazione manierista, di una visione aperta alle più svariate ed ancora non catalogate esperienze transmentali più evolute: quasi un hub elettronico a cui confluiscono menti “periferiche” che aggiornano istante per istante l’in-forma-azione della pre-materia vile ed informe. L’opera, anche se apparentemente asettica e distaccata, non è scevra di simbolismo: gli occhiali come interfaccia e filtro di mediazione della realtà. Gli occhiali come schermo attraverso il quale l’uomo, al centro della realtà, comunica al world (wide web) le sue sensazioni, le sue emozioni, le sue esigenze, ed attraverso i quali riceve dal contorno universale sensazioni, emozioni ed esigenze individualmente collettive. Qui l’artista fa pure una “regressione ragionata” mettendo in luce il pericolo della transmutanza informativa attraverso il medium, che nell’idea è neutro, ma che nella realtà ha capacità di rifrazione del vero. Davanti all’uomo, inoltre appare un ostacolo che rappresenta la consapevolezza del limite invalicabile, quel limite che rende uomo l’uomo sottraendolo dall’essere demiurgo, sottraendogli la responsabilità di dover essere oltre e sopra. Un uomo finalmente regredito ad un progresso conforme alla sua natura, un uomo pacificato con la sua mappa sensoriale e relazionale con l’alterità. La scultura, per fare un paragone, dunque, è un novello Giano che però non si limita al collegamento futuro passato, ma che si prefigge lo scopo di tessere un complesso network tra passati e futuri in cui non c’è un fu ed un sarà, ma un poteva essere e potrebbe essere. In pratica una reinvenzione futuristica del passato e una probabilistica visione di scenario del futuro. In tutto ciò scompare il presente e l’attuale in cui l’uomo viene cancellato e riflesso in tempi indefiniti. Giuseppe Monoftalmo Guercio

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    • franco

      31 luglio 2014 a 22:08

      Ora dimmi che hai bevuto? Su ammettilo

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  10. giuseppe testa

    28 luglio 2014 a 10:55

    Come sei erudito, caro giuseppe Guercio, grazie per la lezione, molto comprensibile in tutti i passaggi, ci mancava uno come “lei”. Grazie di esistere.

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  11. Fabio

    28 luglio 2014 a 19:32

    La sirenetta, pinocchio, il veliero, montalbano, perchè non fate anche una statua alla sindaca?? Ah ah ah, sulu chissa c’ammanca!!!!

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  12. commerciante

    28 luglio 2014 a 23:34

    tutti guardate la statua, ma la vera ca…ta non la vede nessuno, a nessuno fa impressione il casermone che hanno costruito dietro la statua? quello non vi fa effetto? nessuno ne parla, cosa c’era li prima ricordate?? e vi mpinciu a statua del nostro cittadino, ma finitela !!!

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  13. VINCENZO

    31 luglio 2014 a 15:16

    VORREI DIRE ANCH’IO LA MIA :TUTTI PARLATE ,SPARLATE ECC COME SEMPRE A PUNTA SECCA SI DEVE CREARE DEL CASINO IN RETE NON CAPISCO IN PERCHE’ SPARLARE IN QUESTO MODO VUOL DIRE OFFUSCARE L’IMMAGINE DI PUNTA SECCA,I VARI DIVIETI LA ZONA ZTL ADESSO QUESTO”CASO”SICURAMENTE CI GODETE NEL DARE UNA CATTIVA IMMAGINE,SCOMMETTO SE L’OPERA DEL MODESTO ARTIGIANO LOCALE SAREBBE STATA ESPOSTA DA QUALCHE ALTRO ARTISTA DI FUORI ,LA SCULTURA OGGI SAREBBE UNA COSA STUPENDA.AVETE DIMENTICATO SICURAMENTE COSA ESISTEVA PRIMA IN QUEL LUOGO?

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  14. RS REPORT

    4 settembre 2014 a 12:16

    La RS REPORT desidererebbe contattare il Sig. Antonino Barone. Se qualcuno di voi è a conoscenza di un recapito telefonico o civico, può comunicarlo al numero 3389779873.

    Rispondi

  15. RS REPORT

    4 settembre 2014 a 12:19

    Qualcuno può fornire un recapito telefonico o civico dello scultore?

    Rispondi

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