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I militari della stazione carabinieri di Santa Croce Camerina e quelli del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Ragusa, in seguito alle ultime due liti accadute a Punta Braccetto, hanno intensificato la presenza in loco e i controlli quotidianamente.

Domenica s’era verificata una prima zuffa, un uomo era finito alla guardia medica. I carabinieri intervenuti hanno capito subito che la vittima stava in qualche maniera coprendo l’aggressore. Egli infatti non ricordava bene come fosse la persona che lo aveva picchiato, mentre per alcuni testimoni i due si conoscevano. Peraltro il ferito non aveva nessuna intenzione di proporre querela, anzi ai militari sembrava quasi che stesse indirizzandoli altrove rispetto a dove i carabinieri ritenevano di dover investigare. Quasi identico copione martedì. Anche se in questo caso pare che fossero in più persone a picchiare uno che all’arrivo delle autopattuglie è stato trovato malconcio in terra. Anche in questo caso il ferito nulla sapeva sui motivi dell’aggressione…

I carabinieri di Ragusa sospettano che dopo la retata dell’operazione “biberon” che lo scorso 15 febbraio ha decapitato un gruppo di tunisini dediti allo spaccio di cannabinoidi con nove ordinanze di custodia cautelare in carcere a cura del Nucleo investigativo provinciale dei carabinieri di Ragusa, la piazza dello spaccio si sia spostata dal troppo visibile piazzale di una nota pizzeria di Santa Croce al più discreto borgo di Punta Braccetto. Con l’arrivo dei primi caldi e dei turisti l’attività è finita sotto gli occhi di molti anche perché gli stupidi spacciatori non si curano di tener segreto della loro attività delittuosa ma spacciano e litigano davanti ai turisti (alcuni dei quali sono peraltro loro clienti…). Sembrerebbe che la squadra di spacciatori abbia dei dissidi interni e che siano scoppiate liti a causa del mancato accordo “di cartello” sui prezzi della droga, sicché chi fa più sconto è oggetto di accuse e aggressioni da parte di chi vende di meno. Certo è che i carabinieri non possono impedire a chi è libero di permanere sul suolo italiano di stazionare o bighellonare in ogni dove. Questi tunisini che bivaccano a Punta Braccetto una volta identificati e perquisiti non possono essere cacciati o rimossi da dove “pascolano”. È ovvio che non sono così stupidi da tenere la “roba” addosso ma la occultano nei vicini campi o nei canneti così da sfuggire alle perquisizioni.

Il comandante della compagnia di Ragusa ha ricevuto ieri mattina un gruppetto di donne auto costituitesi spontaneamente in una sorta di comitato residenti. Le signore sono particolarmente preoccupate soprattutto per bambini e anziani che possono rischiare di trovarsi in mezzo tra i contendenti in un’eventuale rissa che potrebbe scoppiare da un momento all’altro. Già i carabinieri di ciò erano a conoscenza ed è per questo che da martedì stesso, subito dopo la lite avvenuta verso ora di cena, hanno incrementato la presenza di pattuglie in uniforme lungo la via canalotti tra il ponte e la rotatoria e lungo la via salina fino alla spiaggia. In passato diversi arresti e sequestri di droga sono stati operati in questa zona. I militari sperano di assestare presto qualche colpo contro questo pugno d’irriducibili venditori di veleno.

Redazione

Un Commento

  1. Loredana

    1 agosto 2014 a 13:40

    La cosa più vergognosa è che questi controlli sono avvenuti SOLO DOPO le segnalazioni della gente, altrimenti si poteva stare freschi e circondati da delinquenti.
    Voglio proprio vedere quanto durano i controlli a P.Braccetto!!!!

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