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“Dotare ogni spiaggia del litorale ibleo di un presidio di salvataggio”. E’ l’appello che viene lanciato a tutti i Sindaci dei comuni costieri da parte dei residenti, aderenti al Comitato Kaukana Zona Archeologica, che hanno installato a propria cura e spesa tre postazioni salvagente sulla spiaggia prospiciente gli scavi archeologici. “Ci rendiamo conto che le amministrazioni non sempre hanno le necessarie risorse per garantire il servizio di assistenza bagnanti in tutte le spiagge – afferma Antonio Distefano, Presidente del Comitato –. Le postazioni salvagente consentono con un bassissimo costo di avere a portata di mano un salvagente e una sagola galleggiante che, in caso di emergenza, possono salvare la vita ai bagnanti in difficoltà così come successo in almeno un paio di occasioni a Kaukana”. Il primo caso si è verificato il 22 luglio quando è stata tratta in salvo una mamma con un bambino; il secondo caso si è verificato nella mattinata di sabato 23 agosto, quando una splendida giornata di sole si stava trasformando in tragedia. Nei pressi della spiaggia delle panchine, ove peraltro non è installato alcun presidio di sicurezza, ben 6 bagnanti si sono ritrovati in difficoltà cercando di salvarne uno che, a causa delle correnti, non riusciva a rientrare a riva. Un villeggiante, Carabiniere in servizio a Vittoria, ricordandosi di un post su facebook da parte di un amico, ha avuto la prontezza di spirito di recarsi immediatamente a prelevare un salvagente da una postazione installata a circa 700 metri di distanza, portando in salvo con l’aiuto di altre persone, tutti i bagnanti in difficoltà. “Il nostro Comitato nasce con lo scopo di stimolare e integrare l’attività delle pubbliche amministrazioni – conclude Distefano – . Pensiamo di aver impiegato bene la quota associativa da parte degli aderenti e speriamo per il futuro di raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati, in primis la pulizia e la fruizione del Parco archeologico di Kaukana, anche grazie alla disponibilità manifestata dal Comune di Santa Croce Camerina e dalla Direzione del Museo di Camarina”.

Redazione

Un Commento

  1. Franco

    25 agosto 2014 a 20:19

    Ottima cosa!! non dicono però da chi bisogna farsi dare quella bella e italianissima “pedata” per ottenere il lavoro!! (dimenticano che siamo in itaglia…)

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