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La statua della discordia da oggi riporta, sul calice, un autografo più o meno autentico, dettato sicuramente dalla buona fede, per evitare di alimentare ogni dubbio e tenere lontane le polemiche sulla sua corretta identità. Dalla metà di luglio, infatti, imperversano le critiche, spesso fuori tono, ai danni  dell’autore stesso, il fabbro Nino Barone,  per la statua in ferro battuto, esposta al parcheggio principale dell’ingresso alla località balneare di Punta Secca, la Marinella di Montalbano. Non sono mancati gli attacchi ‘bassi’ della comunità santacrocese all’amministrazione comunale che ne ha autorizzato la collocazione, tra l’altro a titolo completamente gratuito. Eppure, il fascino televisivo di Montalbano sta in ciò che il personaggio non ha: né straordinariamente bello, né eccezionalmente coraggioso o intelligente, ha però la “forza dei sentimenti”, è capace cioè di affrontare ostacoli e incertezze quotidiane in modo pratico. Le frequenti incursioni nel privato ne arricchiscono “il carattere”, gli conferiscono un’anima – a tratti “politically uncorrect” – decisamente lontana dal prototipo dell’eroe rassicurante della fiction all’italiana. L’unica vera differenza, che non si può nascondere nemmeno a più distratti, tra il personaggio letterario, quello tv di Zingaretti e la statua in questione  è quella che incarna un Montalbano più giovane, più prestante ed energico, decisamente siculo. Un insolito Luca Zingaretti in ferro in versione vacanziera, si presenta avvolto, per metà, in un telo bagno e nasconde il suo sguardo sotto un paio di occhiali da sole, con un calice di spumante tra le dita della mano destra. Non completamente a torto una bimba pochi giorni fa, guardandolo meravigliata, ma molto perplessa, dall’alto del suo metro di altezza, ha decretato a gran voce entusiasta: “E’ un prete, un prete con gli occhiali!”. Oggi l’autografo inciso con un pennello indelebile nero, elimina ogni sorta di dubbio e, a meno che non si riesca a leggere o tradurre la lingua italiana, la statua riferisce esattamente sulla sua identità e continua ad attendere i turisti per un immancabile scatto fotografico.

Giusy Zisa

2 Commenti

  1. Fabio

    28 agosto 2014 a 11:01

    Peccato che gli scatti fotografici, meglio conosciuti col termine “selfie” , sono unicamente a presa in giro!!! Perchè di bello, in quella statua, non c’è proprio nulla.
    Qui non si commenta l’autore della statua, ma la statua stessa, che appare agli occhi degli altri,decisamente ridicola e fuori luogo.

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  2. Giovannella

    28 agosto 2014 a 16:25

    L’autografo??? Di certo NON è l’autografo di Zingaretti.

    Rispondi

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