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L’Auditorium del museo Archeologico di Camarina ospiterà fino a metà settembre una collettiva con le opere degli artisti più rappresentativi della Scuola di Scicli. Alvarez, Antoci, Candiano, Colombo, Guccione, Kaper, La Cognata, Leone, Lissandrello, Polizzi, Robustelli, Sarnari e Vitali hanno scelto di esporre proprio in questo scenario suggestivo, custode delle antiche vestigia greche che tanto hanno influenzato il territorio lasciandone tracce indelebili. “Arte per Kamarina”, così si intitola il catalogo contenente le opere esposte, può fregiarsi di una copertina del tutto originale, tratta da una foto scattata da Gianni Giacchi che riproduce il Relitto di Afrodite (II – III sec. d.C. ritrovato a Kamarina, presso la foce dell’Ippari nel 1995). Una scelta azzeccata volta ad inneggiare lo stesso mare che bagnava l’antica Kamarina. “Kamarina dove gli dei dipinsero il cielo … il mare” l’ha definita lo stesso Gianni Giacchi con una punta di soddisfazione per la scelta una delle sue creature. Giacchi, in quanto cultore della fotografia, mira a soffermarsi sui dettagli, talvolta desueti, per catturare immagini che racchiudono momenti specifici. Piccoli flash emotivi che capta col suo obiettivo e che racchiudono un ‘piccolo mondo reale’ dove l’occhio si posa attento, come per la foto in questione, che verrà conosciuta ed apprezzata per aver colto l’essenza di quell’ellenismo oramai nostro.

Antonella Galuppi

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