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L’Omotossicologia, o Omeopatia antiomotossica, viene definita come metodica medica appartenente all’area delle Medicine non convenzionali e basata sullo studio dei fattori tossici per l’uomo, chiamati omotossine, identificati come cause di tutte le malattie. L’Omotossicologia viene considerata una corrente (per alcuni medici, uno sviluppo) dell’Omeopatia. L’Omotossicologia è stata fondata dal medico tedesco Hans-Heinrich Reckeweg (1905-1985), il quale disse: “Un giorno costruirò un ponte tra l’Omeopatia e l’Allopatia”, e così nel 1952 il “ponte” fu realizzato con la nascita dell’Omeopatia antiomotossica. Io definirei l’Omotossicologia una concezione innovativa dell’Omeopatia, con un suo proprio corpus teorico e metodologico ed una sua caratteristica strategia terapeutica. Il medico omotossicologo, rifiutando ogni integralismo terapeutico, utilizza tanto le acquisizioni della Medicina omeopatica/Omeopatia quanto quelle della Medicina convenzionale (Allopatia) e reinterpreta dati secondo un paradigma coerente che spiega, grazie alla propria specifica chiave di lettura, il manifestarsi dei fenomeni della salute e della malattia in modo completo. I vantaggi terapeutici rispetto all’Omeopatia classica sono: possibilità di intervento anche nelle malattie degenerative e risultati molto veloci nelle patologie acute.

Giorgio Marcialis

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