Elettronica, Elettrodomestici, PC, Telefonia, Smartphone | Video Più Shop

La TASI, Tariffa sui Servizi Indivisibili, è la nuova imposta che è entrata a far parte della nostra vita di cittadini attraverso la Legge di stabilità del 2014. Essa si applica agli immobili, quindi fabbricati, aree fabbricabili ed alcuni terreni agricoli, e dovrà essere pagata dai proprietari degli immobili ma anche dagli inquilini. Lo scopo della TASI è di permettere ai comuni di sostenere le spese dei servizi ‘indivisibili’, cioè quelli di cui fruiscono tutti i residenti del comune e che ne garantiscono la funzionalità. Ogni comune stabilisce la quota TASI tenendo conto dei costi per i servizi che prevede di sostenere durante l’anno. La tariffa varia da un minimo ad un massimo e ciascun comune decide autonomamente la percentuale di imposizione. Il pagamento può avvenire tramite bollettino postale o modello F24, come l’IMU. Per il comune di Santa Croce la scadenza della TASI è fissata per il 16 dicembre e l’aliquota prevista è dell’1×1000. “Il comune di Santa Croce ha deliberato che debba essere pagata all’1×1000, – ha affermato Giansalvo Allù, assessore comunale  al bilancio – dato che i comuni sono lasciati liberi di applicare una tariffa che va dall’1 al 3×1000. Ciascun residente la paga sulla base imponibile dell’ex IMU. Una differenza sostanziale consiste nel fatto che se la casa è data in affitto, la TASI verrà pagata per il 70% dal proprietario e per il restante 30% dall’affittuario. Molti comuni, come Santa Croce, hanno fissato la percentuale minima prevista e pochissimi, come Ragusa, hanno deciso di non applicarla. La scelta dell’imposizione si inquadra nella direzione che stanno prendendo il Governo nazionale e regionale. Non essendoci più i trasferimenti degli anni passati tutto viene basato sull’imposizione locale, considerando che noi ritorniamo allo Stato quasi due milioni di euro”. Non particolarmente soddisfatta l’opposizione in consiglio comunale. “Il nostro voto contrario nasce dal dissenso assoluto verso una gestione per nulla partecipativa del territorio – ha dichiarato Luca Agnello, consigliere comunale d’opposizione -. Il ritardo, secondo noi voluto, dell’amministrazione nel presentare le tariffe, ci è costato l’applicazione dell’aliquota dell’1 x mille. Il ritardo tra l’altro obbligherà i cittadini a pagare la tassa in un’unica soluzione. Emerge inoltre un dato importante: l’illuminazione pubblica incide quasi per il 50%. Un’amministrazione attenta dovrebbe dare priorità a indirizzare le fonti di approvvigionamento sulle energie rinnovabili che ci darebbe un notevole risparmio economico con riduzione della pressione fiscale. La cittadinanza ad oggi non ha notizia di alcun progetto futuro e, semmai ci sia, l’amministrazione se ne guarda bene dal diffonderlo. In 30 mesi di gestione, abbiamo già perso tanti finanziamenti esterni. Noi continueremo a segnalarli con l’auspicio che vengano presi in considerazione nell’interesse della comunità”. Intanto prepariamoci a pagare…

Antonella Galuppi

Un Commento

  1. Loredana

    17 ottobre 2014 a 09:19

    SOLO questo sanno fare!! La Iurato continua a sorprendere!!!!

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Guarda anche

Cartellone sparisce per la festa, poi riappare:”Perché blackout democratico?”

Ventiquattr’ore per vedere due cartelloni sparire e riapparire in piazza. Quello del grupp…