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Un appuntamento che non è solo sport. Ma che è anche, e soprattutto, solidarietà. L’obiettivo? Condividere esperienze e percezioni diverse. Attraverso la passione per il fuoristrada e le quattro ruote motrici. E’ in programma domenica 26 ottobre il trofeo “Trial” promosso in collaborazione tra la sezione provinciale di Ragusa dell’Unione italiana ciechi e degli ipovedenti e il “Sahara Club – 4×4” Ragusa. La manifestazione, giunta alla ottava edizione, è diventata ormai una occasione irrinunciabile per i non vedenti provenienti da ogni parte della Sicilia (ma è previsto pure l’arrivo di equipaggi provenienti da fuori Sicilia) che intendono cimentarsi in prove di abilità in cui conta sì la caratteristica tecnica dell’auto ma soprattutto la capacità di chi è alla guida. Teatro dell’iniziativa la cornice di Randello, sulla provinciale che da Santa Croce Camerina conduce a Scoglitti, grazie al patrocinio e al concreto sostegno della Banca Agricola Popolare di Ragusa. I portatori di handicap visivo, e qui sta l’eccezionalità dell’appuntamento, condurranno i fuoristrada accompagnati alla guida da un copilota del Sahara Club, normodotato dal punto di vista visivo. Una esperienza entusiasmante per chi non può provare l’emozione della guida e che, invece, in questa occasione, sotto la garanzia e la tutela della massima sicurezza per se stessi e per gli altri, avrà l’opportunità di realizzare un piccolo sogno, diventando il protagonista di una singolare performance sportiva. Il raduno è in programma alle 8,30. Mentre le prove si terranno a partire dalle 10. I concorrenti si daranno battaglia lungo un circuito a forma di otto della lunghezza di quattro chilometri e mezzo. Ci sarà anche una prova speciale in cui chi è alla guida dovrà sperimentare la propria abilità evitando birilli e altri ostacoli, sempre seguendo le indicazioni del copilota. “Si tratta di una iniziativa – afferma il presidente dell’Uic di Ragusa, il maestro Giovanni Arestia – vissuta con il massimo dell’entusiasmo da parte di tutti i partecipanti. E non è un caso che siamo arrivati a tenere l’ottava edizione. Segno che la manifestazione è riuscita, nel corso del tempo, a conquistare un numero sempre maggiore di affezionati che non vogliono affatto rinunciarvi. Nel 2007, quando ci fu proposto di avviare la sperimentazione per la prima volta, l’Uic valutò con immensa curiosità la possibilità di potersi misurare con una esperienza del genere. I risultati, già allora, furono così interessanti che abbiamo voluto ripetere, grazie alla collaborazione del Sahara Club, un percorso che dà modo a tutti i partecipanti di attivare un confronto costruttivo con ciò che li circonda. Grazie a chi ci sostiene e ci dà una mano”.

Redazione

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