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Nella vita ci sono cose che ti cerchi e altre che ti vengono a cercare. Non le hai scelte e nemmeno le vorresti, ma arrivano. Sono cose che ci lasciano un segno evidente. Sono rimasto impietrito alla notizia che Gianni fosse morto. All’inizio ho provato un senso di sgomento: credo sia normale quando scompare all’improvviso un caro amico, soprattutto se nel fiore dei suoi anni. Mentre cerco di farmi una ragione dell’accaduto, continuo a chiedermi incessantemente perché un uomo muore mentre lavora, perché muore mentre si prodiga con tutta la sua intelligenza e la sua volontà a svolgere un’attività che rappresenta di per sé la celebrazione quotidiana della vita stessa: “si lavora per vivere”, si dice, e per dare la vita agli altri. Lavoro e vita mi suonano più che mai come una contraddizione in termini, un ossimoro beffardo. Ma questa forse è una questione troppo filosofica. Adesso mi preme accennare al mio ricordo di Gianni come persona.

Per tante contingenze, ultimamente  non abbiamo avuto modo di frequentarci. Ma questo non ci ha mai impedito di riconoscere quel legame reciproco (legame di amicizia) che si rinnova, e si rigenera ogni giorno, anche se le distanze e le circostanze ci impediscono di essere vicini fisicamente. Gianni amava molto la vita, la sua famiglia, il suo lavoro e coltivava anche la passione per il calcio (era un grande tifoso dell’Inter). Amava trascorrere il tempo libero giocando anche a calcetto con gli amici. Ha indossato, fino all’età di 22 anni, la maglia del Santa Croce.

L’ho conosciuto da ragazzo in un momento difficile per lui, durante la lunga degenza ospedaliera della mamma Emma, che ho avuto l’onore ed il piacere di assistere e curare nella fase terminale della sua malattia. Lei lo adorava, per lei non era solo un figlio da amare ma un esempio da emulare… Poco prima della sua morte mi aveva sussurrato di guardarlo sempre da lontano con occhi particolari, perché sarebbe diventato una persona vera e insostituibile. A volte si dicono parole che lasciano dietro di sé conseguenze e significati. Qualche anno fa, scherzando, gli dissi:  “Tu sei quello che aggiusta le cose”. Credo che la definizione gli abbia fatto piacere. Tutto sommato era vero – mi disse – perché “sapeva sempre dove mettere le mani”. Era dotato di una intelligenza pratica non comune e di una passione e un talento innato, oserei dire, per la tecnica e i meccanismi in genere: non c’era dispositivo satellitare, impianto o congegno elettrico che non riuscisse a far funzionare. Una dote straordinaria, affinata in anni di formazione e di pratica, che lo hanno portato a mettere su un’azienda di grande spessore umano e professionale.

E’ vero che hai avuto una vita breve Gianni, ma è ancor più vero che la tua è stata una vita intensa, vigorosa, e soprattutto incisiva. Credo che il tuo passaggio su questo pianeta abbia lasciato un segno che rimarrà per sempre. Per quanto ne so, non si può chiedere di più all’esistenza. Un saluto “all’amico che sapeva aggiustare le cose”. Rimarrà per sempre nei nostri cuori, perché una persona altruista come Gianni non se la porta via neppure la morte.

Piero Mandarà

Grande folla ai funerali di Gianni Sgarlata

Si sono svolti venerdì 24 ottobre intorno alle ore 15.30 i funerali di Gianni Sgarlata, 47 anni, che ha perso la vita lunedì scorso a seguito di un tragico incidente sul posto di lavoro. L’uomo era molto conosciuto e stimato in paese, sia per la sua cordialità che simpatia. Migliaia le persone che hanno invaso le vie cittadine durante il lungo e doloroso corteo che ha raggiunto la chiesa Madre. L’intera comunità si è stretta agli amici e parenti di Gianni per il cordoglio. Le navate della chiesa erano gremite di persone, sopratutto di ragazzi, tutti raccolti in un silenzio assordante che esprime l’incredulità di fronte ad una morte così improvvisa e ingiustificata. La cerimonia funebre è stata officiata da Don Flavio Manganuco.

Un Commento

  1. Simona Cazacu

    24 ottobre 2014 a 06:55

    Mi spiace da morire per Gianni! Non ci riesco a credere e stato un vero amico per me e per mio marito! Un abraccio alla famiglia!

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