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Giuseppe Pluchino spiega “A funcia ra carrua”: lunedì 17 conferenza al centro Terza Primavera

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Si terrà lunedì 17 novembre 2014 alle ore 17, presso il Centro diurno “Terza Primavera” di Via Dott. G. Iozzia a Santa Croce Camerina, una conferenza-dibattito sul tema “A fùncia râ carrùa”. L’evento è organizzato dall’associazione culturale “Unitre”, università delle tre età di Santa Croce Camerina di cui è presidente Maria Rosa Vitale, il relatore sarà il Dott. Giuseppe Pluchino, ex amministratore comunale esperto e conoscitore di questo settore. L’evento oltre ad essere aperto a tutti gli amanti rappresenterà anche un momento di confronto e scambio di esperienze. Chi volesse dare un contributo di idee o notizie sarà il benvenuto. In attesa di approfondire le conoscenze su questo argomento la redazione di Santa Croce Web è lieta di darvi alcune anticipazioni rispetto alla conferenza sul fungo di carrubo: il suo nome scientifico è “laetiporus sulphureus”, cresce in alberi a grande fusto ma solo quello del carrubo e del mandorlo è commestibile in quanto la linfa che scorre in questi alberi è dolciastra; visto che l’editoria del settore è prettamente siciliana, il fungo di carrubo è poco conosciuto degli esperti ed in molti libri è catalogato come non commestibile a causa dell’esigua presenza sul territorio nazionale dei carrubeti.

Ci permettiamo di dare qualche consiglio a chi si vuole avvicinare a questo hobby. Innanzitutto il periodo per la sua raccolta va dai primi giorni di luglio fino a novembre inoltrato, nasce in tutte le parti dell’albero dalle radici fino ai rami alti (si possono trovare anche a diversi metri dal tronco), per assaporarne in pieno il suo gusto deve essere raccolto tenero ma non per questo dovete raccogliere funghi piccolissimi, lasciateli crescere anche due giorni e non ve ne pentirete. La sua morte, come insegnano da secoli le nostre massaie, è in umido con cipolla e l’estratto di pomodoro (se è piccola aggiungete patate), ma noi vogliamo darvi un suggerimento particolare: quando il fungo è tenero e ancora pieno, tagliatelo a fettine sottili e cucinatelo come una cotoletta, questo è il massimo!

Redazione


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