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“Cry in the night of the angel, for their light will never shine…” (“Piangere nella notte dell’angelo per quelle luci che mai brilleranno…”). Questo l’incipit di un magico testo degli Angra (famosissima band heavy-metal sudamericana), che qui Cassandra dedica ai protagonisti dei fatti di cronaca e di politica accaduti durante il “ponte del 2 novembre”! Ascoltando il brano, infatti, Cassandra si è chiesta: “Chi sono gli angeli le cui luci non brilleranno?”; “Perché piangere per loro?”. Gli angeli, innanzitutto, sono i nostri cari che in questi giorni abbiamo onorato nella loro ultima dimora; ma sono anche tutti i caduti delle guerre passate, presenti e future che onoreremo oggi, 4 novembre. E poi? Poi sono quei figli innocenti di genitori scellerati che li sopprimono come se fossero loro proprietà scomode; sono quelle donne che pagano con la vita l’affrancamento dal maschio dominante. E poi? Poi sono gli operai che scioperano per conservare il posto di lavoro e le speranze dei loro familiari e i celerini che, per uno stipendio uguale o quasi a quello dell’operaio, hanno caricato a manganellate i manifestanti del corteo di Roma del 30 ottobre, città governata da una giunta rossa, capitale di una nazione governata dal segretario di un partito rosso (il Partito democratico!). E poi? Poi sono i siciliani che hanno votato un governatore di sinistra nella speranza di “brillare” di luce nuova e che si ritrovano nel pieno di un oscurantismo politico che, ahinoi, non si è concluso il 30 ottobre , con l’approvazione della seconda mozione di sfiducia al governo Crocetta! E perché, quindi, dovremmo piangere per “quella luce che non può brillare?” Perché è la luce che dovremmo lasciare ai nostri figli e ai nostri nipoti! Perché il pianto non è solo di dolore, ma anche di rabbia e di ribellione.

Cassandra

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