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Il mondo dell’agricoltura torna al centro dell’attenzione grazie (o per colpa) dell’intervento del governatore siciliano, Rosario Crocetta, alla trasmissione di La7 “Servizio Pubblico”. Si parla di immigrazione e Crocetta approfondisce una questione che ci tocca da vicino: “Ci sono intere città nel ragusano, da Vittoria a Santa Croce a Pozzallo, dove le campagne ospitano solo immigrati – spiega il presidente della Regione – . Ma non perché gli imprenditori siciliani non vogliono assumere ragazzi siciliani, ma per il semplice motivo che i ragazzi siciliani non vogliono lavorare nell’agricoltura. Per questo gli immigrati, anche da noi, sono un valore aggiunto. L’immigrazione è ricchezza”. Fra gli ospiti di Santoro anche il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini: “Se dici queste cose, domani quando torni in Sicilia ti vengono dietro con la vanga. I ragazzi vorrebbero lavorare nell’agricoltura, ma non a due euro l’ora. Quello è schiavismo”. Il settore dell’agricoltura, negli ultimi anni, attraversa una crisi senza fine. E la leggerezza dei politici non aiuta a rasserenare il clima.

Per questo, dalla sua pagina Facebook, il consigliere comunale Luca Agnello (Noi ci crediamo) ribatte a Crocetta: “Presidente Crocetta che pontifichi dal salotto di Santoro, i giovani ragusani che non accettano di lavorare nei campi, non lo fanno per mancanza di volontà, ma perché gli imprenditori agricoli sono in ginocchio sia economicamente che fisicamente visto che non possono permettersi di assumere. E si accontentano di stare loro stessi a 90 gradi a raccogliere. I giovani ragusani hanno ancora una dignità e il rispetto del lavoro e del giusto salario e non accettano di ritornare ai tempi dei campi di cotone nel Mississippi”. Il post di Agnello in pochi attimi scatena una discussione. Qualcuno focalizza l’attenzione sulla tragedia, riportata da l’Espresso, delle donne rumene sfruttate lavorativamente e sessualmente. Qualcun altro, come il consigliere del gruppo Agricoltori Salvatore Micieli, difende la causa degli imprenditori di fronte al fenomeno dell’immigrazione: “Vogliamo parlare dei contadini che dormono nelle serre per non farsi rubare le piantine, i trattori, la nafta, la plastica, i concimi, da tunisini, albanesi, e dai mariti delle rumene??? Oopss… scusate, questo non si può dire altrimenti siamo razzisti. Io sono uno di quei produttori che si mette a 90 gradi insieme agli operai, come tanti produttori sani e onesti del ragusano che ogni giorno lottano a fare quadrare i conti per pagare i fornitori gli operai e portare, se è possibile, qualcosa anche a casa”. La manopera a basso costo porta spesso gli imprenditori siciliani a fare affidamento su personale extracomunitario: “Andate a vedere chi paga gli operai 15 euro al giorno – provoca ancora Micieli -. Albanesi, tunisini e rumeni affittano le serre degli italiani falliti e ci fanno lavorare i propri connazionali. Quelli sì che sono sfruttati sul serio”. Interviene anche l’ex assessore Rosario Pluchino, attualmente consigliere indipendente: “Il lavoro del nostro “mondo agricolo “è di prima qualità e merita di esere premiato. A condizioni che gli imprenditori agricoli facciano gli imprenditori agricoli e non i trafficanti di lavoro nero come si denuncia”. L’immigrazione una ricchezza? Dipende dal punto di vista…

Paolo Mandarà

2 Commenti

  1. santacruciaro

    8 novembre 2014 a 16:27

    crocetta parla perchè nn ha ancora capito che se nn ce la paga almeno di 40 euro al giorno nessuno va a lavorare a spaccarsi la schiena per 2 euro al ora perchè nn ci vai tu presidente e fai vedere come si fa a lavorare per 2 euro l ora

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  2. Fabio

    9 novembre 2014 a 08:13

    Detto da uno che ha a disposizione più di 800 auto blu , il discorso risulta POCO CREDIBILE !!!!!

    Rispondi

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