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Mille sono i giorni di detenzione dei due Marò Italiani: Salvatore Girone e Massimiliano La Torre, accusati di omicidio, tentato omicidio, danni e associazione a delinquere a seguito dell’incidente avvenuto a bordo dell’Enrica Lexie il 15 febbraio 2012. Mille giorni che hanno visto il susseguirsi di tre differenti governi, di cinque differenti ministri degli Esteri tutti accomunati dall’incapacità di gestire e trovare una soluzione efficace ad una vicenda giudiziaria, etica e soprattutto umana che tutt’oggi pare essere lontana dal volgere ad una conclusione. Tre governi e tre strategie portate avanti in quasi tre anni. L’ingenuità e la debolezza con cui il governo italiano ha (non) agito e interagito con l’India, da subito, ha messo senza dubbio a repentaglio una questione diplomatica che avrebbe dovuto concludersi in tempi rapidi. Sbagliata la strategia adoperata dal governo Monti consistente nel pagare un risarcimento di 20milioni di rupie alle famiglie dei due pescatori uccisi. Tale mossa anziché risolvere complicò ulteriormente la questione poichè venne percepita da parte dell’opinione pubblica indiana, la quale, non dimentichiamo, ha un’influenza consistente a tal proposito, come un’ammissione di colpa.

E’ inaccettabile che l’India sottoponga a processo i due militari italiani, in virtù del divieto per gli stati di esercitare la propria giurisdizione sugli organi di uno stato straniero, quali sono i due marò, che hanno agito solo nell’esercizio delle loro funzioni. Ed è altrettanto inaccettabile che i governi che si sono alternati abbiano cercato esclusivamente la via del compromesso, al fine di garantire il miglior trattamento auspicabile per Girone e La Torre, senza mai battere i pugni contro il governo indiano ponendo questa vicenda in secondo piano e, a causa di ciò, finita nel dimenticatoio delle politiche italiane e dei mass media nazionali. A cosa sono dovuti questi continui ritardi che bloccano la procedura per l’arbitrato internazionale?

Ricordiamo che La Torre è rientrato in Italia a seguito di un’ischemia con un permesso di 4 mesi, solo questo sarebbe il periodo di convalescenza concesso dalla Corte Suprema al seguito del quale il fuciliere dovrebbe ritornare in India. Cosa aspetta il nostro governo a riportare definitivamente a casa i due marò detenuti ingiustamente? Il nostro governo è finalmente pronto ad intraprendere una strategia concreta per riportare a casa due militari che credono, nonostante tutto, nella giustizia dello Stato per il quale hanno prestato servizio e fedeltà? O dobbiamo aspettarci un altro incidente diplomatico come quello che portò alle dimissioni dell’allora ministro degli esteri Terzi? Siamo solidali con le famiglie dei Marò e auspichiamo che questo Paese ritrovi al più presto la dignità e l’orgoglio di essere Italiani!

Il Circolo Meridiana di Santa Croce Camerina

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