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“Nati per Crescere” è un’associazione Onlus che si occupa dei neonati pre-termine e con patologia alla nascita, ricoverati nel Centro di terapia intensiva neonatale dell’Ospedale Maria Paternò Arezzo di Ragusa. L’associazione è nata nel 2012 e tutela e protegge la vita e la salute dei neonati, basti pensare che sono circa 35.000 in Italia ogni anno quelli che nascono pre termine su 500.000 nuovi nati. Lunedi 17 novembre è stata la “Giornata mondiale della prematurità” che ha visto una serie di iniziative, nella nostra provincia, già a partire  da  giorno 15. Nella mattinata di sabato si è tenuta una tavola rotonda presso il reparto di Neonatologia dell’ospedale Maria Paternò Arezzo di Ragusa Ibla, dove l’associazione ha la propria sede; in serata, poi, ci si è ritrovati al Teatro Tenda di Ragusa con il consueto e atteso concerto di Peppe Arezzo e la sua band, da sempre sostenitori dell’associazione; mentre con la collaborazione delle amministrazioni comunali iblee sono stati illuminati di viola, il colore simbolo mondiale della prematurità, i più caratteristici edifici sacri e civili di ogni comune. L’amministrazione comunale di Santa Croce Camerina in collaborazione con l’Avis, ha aderito all’iniziativa ed è stato scelto il monumento simbolo della sede Avis cittadina, realizzato dallo scultore palermitano Stefano Lo Cicero sito in piazza Mercato. Questa cerimonia e le altre citate prima sono state predisposte per informare e sensibilizzare le donne sul problema della nascita pre-termine. Nonostante gli alti livelli raggiunti dall’assistenza sanitaria nei reparti di neonatologia, infatti, la prematurità costituisce un rischio altissimo per la sopravvivenza e la salute futura dei bimbi. Disabilità sensoriali e motorie, infezioni, malattie respiratorie, problemi cardiovascolari o di apprendimento, possono essere tra le principali conseguenze; non mancano i casi in cui tutto si risolve senza complicazioni e il bimbo può vivere a tutti gli effetti una ‘vita normale’. E’ quindi importantissimo conoscere il problema perché solo così si può cercare di prevenirlo o di affrontarlo al meglio. Fondamentale, in primo luogo, identificare le pazienti a rischio e intervenire con eventuali terapie. Qualora non si riuscisse ad evitare, bisogna sicuramente aiutarle a scegliere il luogo più adatto per partorire perché necessitano di una terapia intensiva e di supporto psicologico. Pochi saranno ancora i punti di riferimento per le famiglie, che spesso non sono debitamente informate su strutture e operatori adeguatamente predisposti per sostenerli durante e dopo il ricovero. Proprio a tale scopo interviene nel nostro territorio  l’associazione “Nati per crescere” per la quale ci auguriamo un futuro “in crescita”.

Giusy Zisa

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