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La Polizia di Stato – Squadra Mobile – ha arrestato Zisa Antonio (già noto alla Polizia) nato a Ragusa il 05.03.1988 e residente a S. Croce Camerina per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacente.

Il racconto dei fatti

Nel pomeriggio di mercoledì, gli uomini della Squadra Mobile si appostavano nel territorio di Ragusa nei pressi di c.da Randello, dove alcuni soggetti avevano segnalato un uomo a bordo di un’auto che da giorni cedeva sostanza stupefacente, specificando che si trovava sempre in compagnia di moglie e figli in tenerissima età. La presenza dei bambini aveva fatto indignare anche gli acquirenti che per questo motivo avevano iniziato a spargere la voce, voce che dopo poco è arrivata negli uffici della Polizia di Stato ed è stata subito vagliata. Dopo pochi accertamenti, veniva individuata l’auto utilizzata dallo spacciatore e quindi predisposto il servizio di Polizia. Nella zona segnalata vi erano diversi cittadini stranieri ed un continuo via vai di scooter, elemento che dava valore alla notizia ricevuta. Appena avvistata l’auto gli agenti aspettavano che l’uomo si fermasse e, cogliendo il momento più opportuno, in pochi secondi il veicolo veniva circondato. L’operazione veniva condotta con molta discrezione, fingendo un normale controllo, questo perché in auto vi era una bambina molto piccola. L’imbarazzo era più per gli agenti della Polizia di Stato che per l’uomo, difatti nonostante la presenza degli investigatori, ha provato a disfarsi della droga gettandola per terra, mossa vana perché subito scoperta. Nell’involucro gettato vi erano 6 gr. presumibilmente di cocaina. Dopo il primo rinvenimento della droga il papà iniziava a piangere perché scoperto, mentre la figlia giocava con la mamma.

Anche questa commozione non ha impietosito gli uomini della Squadra Mobile che hanno continuato la perquisizione del veicolo, della moglie (con esito negativo) e di un magazzino presente nella campagna a lui in uso. All’interno del garage vi erano tutti gli strumenti per tagliare, confezionare, pesare e suddividere la droga, in pratica un mini laboratorio. Al termine della prima perquisizione sono stati sequestrati i seguenti oggetti: bilancia elettronica di precisione, mannitolo, tachipirina, cellophane e carta alluminio. In considerazione di quanto rivenuto, si procedeva alla perquisizione anche dell’abitazione di Zisa che dava esito positivo, difatti all’interno delle pantofole vi era un ulteriore involucro con altri 7 grammi di sostanza stupefacente, presumibilmente cocaina, ed in una busta altro mannitolo e compresse di medicinali utilizzate per tagliare la droga, elemento di particolare gravità, soprattutto se fatto in casa senza alcuna conoscenza degli elementi chimici. Il modus operandi di Zisa era sempre questo a dire dei “clienti”: accompagnarsi alla moglie ed ai piccoli figli per non destare sospetto. Non aveva fatto in conti con i suoi “clienti” che comunque una coscienza ce l’hanno. Al termine dell’operazione di Polizia, Zisa è stato accompagnato negli uffici della Squadra Mobile dove è stato fotosegnalato dalla Polizia Scientifica e dichiarato in stato d’arresto. La moglie e la piccola sono state accompagnate in casa dove vi era un’altra bimba molto piccola. La delicata posizione della madre è stata segnalata alla Procura della Repubblica per eventuali responsabilità in concorso con il marito. “La Polizia di Stato continua l’attività di repressione del traffico di sostanze stupefacenti – spiegano le forze dell’ordine -. Decine gli arresti nel 2014 della Squadra Mobile, così come i sequestri di ogni tipo di sostanza stupefacente. Negli ultimi mesi sono stati sequestrati kg di eroina, cocaina, marijuana, così come di pericolose sostanze da taglio e droghe sintetiche”.

Redazione

2 Commenti

  1. io

    21 novembre 2014 a 10:36

    Uno Stato serio toglierebbe i figli a sta gentaglia almeno per garantire un futuro mogliore a queste piccole creature…che hanno da imparare da genitori così!?!? Che esempio danno sti genitori!!!!!

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  2. Fabio

    21 novembre 2014 a 12:39

    In Italia si pensa sol ad arrestare gli spacciatori, invece chi commette omicidio, è a piede libero. Questa è l’Italia della vergogna!!!!

    Rispondi

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