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Si è interrotta tragicamente a 8 anni la vita del piccolo Andrea Loris Stival, che non è più tornato da quella che sarebbe dovuta essere una normalissima mattinata di scuola. Ma il bambino a scuola – l’istituto “Falcone-Borsellino” di Santa Croce – non c’è mai entrato. La mamma, intorno alle 8.30, lo aveva accompagnato fino al chioschetto di piazza degli Studi, dove Loris tutte le mattine acquistava il panino per la ricreazione. Poi se ne sono perse le tracce. La madre, una casalinga di 25 anni, intorno alle 12.30 era tornata a prenderlo, ma non l’ha trovato. Insegnanti e compagni non l’avevano visto. Così la famiglia ha subito denunciato la scomparsa alla locale stazione dei carabinieri. Il Maresciallo Valenti ha trasmesso l’allarme al comando provinciale, che nel giro di pochi minuti ha iniziato a coordinare le ricerche. La protezione civile di Ragusa e Santa Croce si è unita agli uomini del Maggiore Alessandro Coassin, che facevano affidamento anche sui cani dell’Unità Cinofila di Nicolosi. Ma il primo ad avvistare Loris, a circa 3 km dal centro abitato di Santa Croce, era il cacciatore Orazio Fidone. L’uomo aveva deciso di coinvolgere volontariamente alcuni amici nella ricerca e si era precipitato in una zona di caccia molto battuta come quella di contrada Vecchio mulino, cui si arriva percorrendo la strada provinciale per Punta Braccetto. Intorno alle 16.55 la terribile scoperta: il corpo di Loris, senza vita, è stato ritrovato su un dislivello in cemento, a circa 200 metri dal mulino abbandonato che dà il nome all’intera zona. Fidone chiama in lacrime i carabinieri. Le forze dell’ordine, con in testa un’auto della polizia e la Scientifica, giungono sul posto e fanno i primi rilievi. Assieme a loro il magistrato, sostituto procuratore Marco Rota, e il medico legale. Loris, secondo la prima ricognizione, non presentava segni evidenti di traumi esterni. E’ stata disposta l’autopsia. Un’ondata di gelo avvolge Santa Croce. I familiari, che si erano precipitati in caserma, si recano sul luogo dell’accaduto. Manca il padre, un autotrasportatore di 30 anni che al momento è fuori dalla Sicilia per lavoro. La madre, straziata dal dolore, non riesce a parlare con gli inquirenti. I nonni piangono, sono affranti, e vagano nel buio, fra due ali di folla smarrite: i santacrocesi scendono in strada, preoccupati dall’ennesimo episodio di cronaca di un 2014 disgraziato. Loris è già volato in cielo: ma se c’è una giustizia terrena, ora è venuto il momento di dimostrarlo.

L’INDAGINE: COS’E’ SUCCESSO IN QUELLE 4 ORE?

Sono concentrate sul ‘buco’ di quattro ore, dalle 08.30 alle 12.30 di sabato mattina, le indagini sulla scomparsa del bambino di 8 anni trovato morto a pochi chilometri da Santa Croce. Il bambino è stato accompagnato nella scuola elementare dalla mamma, che lo ha lasciato a pochi metri dall’ingresso. Poi il buio. Il piccolo non entra in classe. I bidelli, le insegnanti e i compagni di scuola non lo vedono. Pensano sia rimasto a casa. L’allarme scatta alle 12.30, quando la madre torna a scuola e non trova il figlio. Scopre in quel momento che non è entrato. Attende una decina di minuti e si reca dai carabinieri a denunciarne la scomparsa. E resta in attesa, carica di speranza, fino al tragico ritrovamento effettuato da una volante della polizia. Ma cosa è successo in quelle maledette 4 ore? Chi è entrato in contatto con Loris?

“NESSUNA TRACCIA DI SANGUE”

“Non ci sono elementi a sufficienza per poter dire come e perché il bambino si sia allontanato e spinto fin qui, qualsiasi ipotesi al momento risulterebbe azzardata, ma stiamo lavorando per capire cosa sia davvero successo in queste ore”. Lo afferma il sostituto procuratore di Ragusa, Marco Rota, che si trovava sul luogo del ritrovamento del corpo del piccolo di 8 anni. “Nessuna ipotesi investigativa certa sarà possibile prima di domani, dopo un attento esame del corpo. Anche perché non è stata trovata alcuna traccia di sangue”, ha poi aggiunto il procuratore di Ragusa, Carmelo Petralia.

I PRECEDENTI

Il bimbo, come avvenuto sabato mattina, non sarebbe entrato a scuola altre volte, all’insaputa dei genitori. Secondo fonti investigative, il ragazzino avrebbe ‘bigiato’ alcune volte la scuola. La notizia è stata confermata anche da una zia paterna: “Era un ragazzo vivace e non amava andare a scuola, qualche volte si è assentato, ma lo abbiamo trovato alcune ore dopo sempre nella stessa zona, nessuno di noi avrebbe potuto immaginare una simile tragedia”.

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