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Una fascetta da elettricista lunga e larga: sarebbe questa “l’arma” utilizzata per uccidere Loris Stival. E’ quanto emerge da indagini eseguite sul corpo e da successivi accertamenti investigativi. Lo riferisce l’Ansa. Secondo quanto si è appreso, la Procura di Ragusa ha disposto apposite ricerche durante perquisizioni e rilievi eseguiti e in corso. Loris, come evidenziato qualche giorno fa dall’autopsia, è morto per “asfissia da strangolamento”. Il suo corpo è stato ritrovato sabato pomeriggio in c.da Mulino Vecchio a Santa Croce. Le indagini, invece, si sono concentrate sui racconti della madre del bambino, da cui emergono almeno tre incongruenze. Riguardano la distanza dalla scuola a cui sarebbe stato lasciato il piccolo; un sacchetto dei rifiuti, che sarebbe stato gettato nei pressi dell’abitazione e la partecipazione al corso di cucina a Donnafugata. La madre, nel pomeriggio, è stata prelevata da un’auto della polizia per effettuare un sopralluogo lungo il tragitto che ha raccontato di aver percorso quel giorno; poi, in compagnia del marito e del legale di famiglia, è stata portata in Questura per apporre la firma sulla prima deposizione, rilasciata sabato dopo la scoperta del cadavere del figlioletto di 8 anni. L’avvocato continua a sostenere che la donna non è indagata e ha sempre raccontato la verità agli inquirenti. Dalla Procura non sono arrivate comunicazioni ufficiali. Sempre molto trafficato – da giornalisti e forze dell’ordine – il quartiere in cui vive la famiglia Stival. Sono state perquisite anche alcune palazzine adiacenti all’abitazione di Loris. Un’altra perquisizione, nella notte fra mercoledì e giovedì, è stata compiuta nella cascina del cacciatore Orazio Fidone, che al momento resta l’unico iscritto nel registro degli indagati, anche se come “atto dovuto”.

IL RACCONTO DELLA GIORNATA MINUTO PER MINUTO

20:39 L’AVVOCATO DELLA MADRE: “NON E’ INDAGATA”
“La mia assistita ha partecipato a una verifica come persona informata dei fatti, non è assolutamente indagata. Sta tornando a casa”. Lo dice all’Ansa il legale della mamma di Loris, l’avvocato Francesco Villardita, sottolineando di avere partecipato agli esami volontariamente, perché “non era un atto che prevedeva l’obbligo della presenza di un difensore, perché la signora non è indagata”. “Le incongruenze? Nel processo penale – osserva il legale – le cose presunte non esistono, ci vogliono certezze”.

19:20 LA MADRE DI LORIS LASCIA LA QUESTURA
E’ uscita dalla Questura Veronica Panarello, la mamma di Loris, dopo avere firmato il verbale della ricostruzione della mattina in cui è scomparso suo figlio. La donna, apparsa molto provata e affranta, era sorretta dal marito. Si sono allontanati con l’auto del loro legale.

18:52 LA MADRE E IL PADRE DI LORIS IN QUESTURA
Veronica Panarello, la madre del piccolo Loris, è entrata in Questura, a Ragusa, per firmare il verbale della ricostruzione della mattina in cui è scomparso suo figlio. La donna è accompagnata dal suo legale, l’avvocato Francesco Villardita. Negli uffici della Polizia è arrivato anche il padre di Loris, Davide Stival, accompagnato da un parente su una Mercedes.

16:50 L’AVVOCATO DELLA MADRE: “STIAMO VERIFICANDO IL TRAGITTO”
“Sì, è vero, stiamo verificando dei percorsi”. Lo dice all’Ansa l’avvocato Francesco Villardita, legale della famiglia Stival, confermando che è in corso un sopralluogo sul percorso casa-scuola-Donnafugata che la madre di Loris avrebbe compiuto sabato mattina. Le auto impiegate nella ricognizione sono una Opel Astra bianca e una Giulietta grigia della polizia. Su quest’ultima c’è, oltre a un cameraman che riprende la strada, anche Veronica Panarello, la madre di Loris. A confermare la presenza della donna a bordo dell’auto e’ stato anche il procuratore Carmelo Petralia.

15:30 PERQUISITE LE PALAZZINE VICINE A CASA STIVAL
Agenti di polizia stanno eseguendo controlli e accertamenti anche nelle palazzine vicine alla casa dove abita la famiglia di Loris Stival. Un’anziana, affacciandosi da un piano rialzato, ha voluto vedere e toccare i distintivi degli agenti prima di aprire loro il portone

15:15 VERONICA PANARELLO: “LORIS NERVOSO, LO PRENDEVANO IN GIRO”
Nell’interrogatorio del 30 novembre, il giorno successivo all’omicidio, Verona Panarello avrebbe confessato agli inquirenti che “il bambino da più di una settimana era nervoso. Non andava a scuola molto volentieri perché lo prendevano in giro”. Lo riferisce l’Ansa.

15:00 TRE INCONGRUENZE NEL RACCONTO DELLA MADRE
Ci sono almeno tre incongruenze nei due verbali firmati finora dalla mamma di Loris, Veronica Panarello. Riguardano la distanza dalla scuola a cui sarebbe stato lasciato il piccolo; un sacchetto dei rifiuti, che sarebbe stato gettato nei pressi dell’abitazione e la partecipazione al corso di cucina a Donnafugata. Eccole:

1) Una incongruenza molto importante, stando all’Ansa, emergerebbe dal confronto dei verbali degli interrogatori del 29 e del 30 novembre. Il 29, sabato, la madre spiegava che “eravamo in ritardo e c’era traffico, ho lasciato mio figlio a circa 500 metri da scuola”. Il giorno successivo cambiava la sua versione: “Mi sono fermata a poche decine di metri della scuola per farlo scendere”.

2) La seconda incongruenza riguarda la sua partecipazione al corso di cucina a Donnafugata. Nel primo verbale la donna racconta che “dopo aver accompagnato” il figlio piccolo alla ludoteca, “sono andata al Castello di Donnafugata, dove sono rimasta fino a mezzogiorno”. Nel secondo Veronica fornisce un’altra versione. “Lasciato il bambino (il figlio più piccolo, ndr), sono tornata a casa per sbrigare delle faccende domestiche. Alle 9.15 sono uscita di casa e sono andata al Castello di Donnafugata, dove sono rimasta fino alle 11.45”.

3) La vicenda del sacchetto dei rifiuti che la donna avrebbe gettato, invece, viene considerata “strana” dagli investigatori perché nel primo verbale la donna non ne fa alcuna menzione, mentre ne parla solo nel secondo. Tra l’altro il sacchetto viene gettato in un punto piuttosto vicino al luogo dove è stato trovato il corpo di Loris e in direzione opposta rispetto alla scuola.

13:50 LORIS STRANGOLATO CON UNA FASCETTA
Secondo indiscrezioni, il piccolo Loris sarebbe stato strangolato con una fascetta da elettricista, che avrebbe causato anche un graffio sul collo del bambino di 8 anni. Lo rivela l’autopsia. A breve, secondo l’inviato di Tgcom 24, potrebbero esserci nuove iscrizioni nel registro degli indagati.

10:00 NUOVO SOPRALLUOGO AL MULINO VECCHIO
E’ in corso un nuovo sopralluogo, da parte della polizia Scientifica, nel luogo in cui è stato ritrovato il cadavere del bambino di 8 anni.

09:00 I GENITORI DI LORIS: “BASTA BUGIE”
“Basta alle voci da cortile e alle bugie, ci hanno feriti e uccisi”. Veronica Panarello e Davide Stival, i genitori del piccolo Loris di 8 anni ucciso il 29 novembre, hanno rilasciato un’intervista al quotidiano ‘La Sicilia’. I due chiedono “rispetto per una famiglia che soffre”, sottolineando di avere “piena fiducia nella magistratura”. “Quella mattina Loris l’ho accompagnato vicino alla scuola – spiega ancora la madre -. Era uscito di casa assieme a me e al fratellino, siamo arrivati in macchina e l’ho lasciato. Poi, all’uscita sono andato a prenderlo e non c’era più. Le cose sono andate così, questa è la verità”. Il marito: “Noi non ci dobbiamo difendere da niente, non abbiamo nulla da nascondere – dice Davide Stival -. Noi vogliamo che venga trovato non un colpevole, ma il colpevole”.

08:30 LA PRESIDE: “MAMMA E PAPA’ PERSONE NORMALI”
Torna a parlare anche la dirigente scolastica dell’Istituto Falcone-Borsellino, Giovanna Campo, intervistata da ‘SkyTg 24’: “Abbiamo consegnato il materiale in nostro possesso alle forze dell’ordine. Il bambino frequentava con assiduità, aveva fatto solo due assenze dall’inizio dell’anno. Ho conosciuto mamma e papà, mi sembravano due persone normalissime e attente ai figli. A noi non spetta giudicare. Una scuola primaria come la nostra conta sempre sul rapporto privilegiato con le famiglie”.

IL PUNTO: I VIDEO CHE SMENTISCONO IL RACCONTO DELLA MADRE
A scanso di equivoci, le piste battute dalla stampa sono due: la prima – suggerita dal Corriere della Sera – è che Loris, a causa di una discussione, non sia mai salito a bordo della Polo nera di mamma Veronica, che pertanto non l’ha mai accompagnato a scuola. L’Ansa, invece, aggiunge un particolare: Loris era salito in auto con la mamma e il fratellino, ma dopo un quarto d’ora, senza mai scendere davanti a scuola, i tre tornavano a casa. Così il bambino apriva la portiera e si allontanava.Veronica, invece, riprendeva il giro per portare in ludoteca l’altro figlio di 4 anni. Le due ipotesi, pur leggermente discordanti, sarebbero confermate dai filmati di una telecamera privata posta di fronte all’abitazione di via Garibaldi.

L’avvocato della famiglia Stival, però, continua a sostenere che la madre abbia accompagnato Loris a scuola e non abbia mentito agli inquirenti. Il procuratore Petralia invece non si è pronunciato, ammonendo semplicemente i giornalisti: “Qualsiasi indiscrezione – ha detto in una rapida conferenza stampa – potrebbe danneggiare le indagini”. L’unica cosa certa, al momento, è che Loris a scuola non l’ha visto nessuno. Né la vigilessa di turno; né la signora del chiosco, dove abitualmente si fermava per un panino; né tanto meno gli insegnanti o i compagni. La madre dice di averlo seguito con lo sguardo: fin dove? Il buco orario che va dalle 9, quando la madre rientra a casa dal tour mattutino, e le 10, quando esce per recarsi a un corso di cucina a Donnafugata, va colmato. Il piccolo Loris, secondo l’autopsia, è stato ucciso fra le 10 e le 10.30. Anche se verrà ritrovato intorno alle 17 fuori città.

Fin qui manca una versione ufficiale, che potrà essere fornita solo dalla Procura man mano che l’indagine si evolverà. Intanto, dopo aver perquisito la casa della famiglia Stival (anche se l’avvocato parla di “acquisizioni di elementi utili”), la Scientifica è tornata, mercoledì sera, dal cacciatore Orazio Fidone – anche nella cascina del Passo Scicli – per nuovi accertamenti legati al possesso di munizioni non autorizzate.

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