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L’oasi di pace che non esiste più

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E’ trascorsa una settimana da quando un “terremoto” ha stravolto il solito tran tran di un piccolo paese di provincia. Quanta violenza, una settimana horribilis, la brutalità degli umani si è scagliata contro un piccolo uomo indifeso, travolgendo in poco tempo certezze consolidate. Santa Croce, paese pulito, onesto e laborioso, violentato dai mass-media, per diritto di cronaca. Tutta la cittadina vive con angoscia l’evolversi delle situazioni: famiglie travolte da un dramma senza precedenti e, la gente, dapprima perplessa, ora è diffidente e stanca di apprendere tutto e il contrario di tutto. I giornalisti, tanti, come non se ne erano mai visti da queste parti, sembrano mute di cani che inseguono le prede. Suonano ai campanelli delle case per strapparti, raramente, qualche ovvietà, ti inseguono per strada per carpirti chissà quale inconfessabile segreto e la gente dice basta, basta, basta. Anche l’ordine dei giornalisti ha sentito il dovere di  intervenire richiamando alla deontologia professionale tutti gli addetti. Quella che era un’oasi di pace, di colpo è diventata un paese di “cariatidi silenti, trogloditi, con comportamenti e linguaggi tribali”, un paese al limite dell’impraticabilità, scomodando il Pitrè. Chi lo ha citato, magari su quel grande uomo di cultura avrà letto qualcosa ma senza capire il significato pieno del suo pensiero. Quanta violenza – dicevamo – sul bimbo, sulla famiglia, sull’uomo che ha trovato il corpicino esanime e sull’intero paese: si scruta dal buco della serratura alla ricerca del torbido che magari verrà fuori, ma al momento poco è emerso ufficialmente. Ma i talk-show bisogna riempirli con qualcosa, ed ecco la caccia all’ultima notizia che poi notizia non è. Al momento, solo indiscrezioni che non si sa da dove provengono, o forse sì, ma non esiste il segreto delle indagini? Le accuse di omertà nei confronti della popolazione hanno ferito la gente, nessuno può dire e svelare cose che non sa, perché quindi tutto questo accanimento terapeutico? Si dice che le disgrazie non arrivano mai da sole. La morte  tragica e orrenda di un bambino di appena otto anni ha portato con sé una sequela di supponenza e superficialità. Comunque vada a finire questa bruttissima storia, rimarranno ferite profonde, difficili da rimarginare. Auspichiamo che la cura arrivi molto presto, con la chiusura del caso per mettere fine allo stillicidio di notizie e curiosità, a cui è sottoposta un’intera popolazione.

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2 Commenti
  1. nunzio dice

    Oasi di Pace?

  2. luca dice

    Mentre è evidente che siamo un popolo di giovani loquaci e precursori.

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