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Un seminario formativo si è svolto martedì sera a Ragusa presso la sala ricevimenti Costa Degli Angeli, dal titolo “Custodire la pace del cuore. Quali sono i fattori preventivi che la alimentano e quali i fattori di rischio che la attentano”. L’incontro è stato a cura del dottore Carmelo Impera, psicologo, psicoterapeuta e pedagogista, nonché giudice onorario presso il tribunale di Catania, e Don Mario Audino, esorcista della diocesi di Caltanissetta e padre spirituale. Riteniamo opportuno, in questo momento di profondo sconforto per l’intera comunità, riferire brevemente ai nostri lettori alcuni dei concetti di formazione e crescita interiore che i due esperti hanno messo a confronto nel corso dell’evento. L’ incontro, apprezzato e molto partecipato, è stato l’occasione propizia per stabilire la necessità di uscire dal torpore dell’anima, usando due “armi” a disposizione di tutti: la preghiera e l’amore, le uniche vie per portare Gesù negli altri. Attraverso la preghiera, infatti, si apre il canale della fede, con l’amore si riesce sempre a cogliere il positivo, anche quando tutto sembra perduto.

Spesso, invece, si compie un percorso opposto e si cerca quello che ci divide dal resto della comunità: i primi cristiani su questo concetto sono stati grandi maestri. E’ stato ricordato infatti che erano sicuramente più attenti di noi perché interrogavano sempre gli altri, guardavano in primis allo stile di vita e ai bisogni degli altri. Una necessità quindi reclamata da più parti, oggi, è quella di stabilire un confine nella comunicazione tra noi e gli altri perché spesso viviamo in maniera egoistica e lo facciamo senza averne acquisito piena consapevolezza. La pace, un valore universalmente riconosciuto, in grado di superare qualsiasi barriera sociale e/o religiosa ed ogni pregiudizio ideologico, in modo da evitare situazioni di conflitto fra due o più persone, due o più gruppi, è semplicemente una dimensione dell’animo, un atteggiamento interiore che si deve necessariamente avere. La pace però non la troviamo in assenza di problemi, ma è propria del sapere stare nella vita da protagonisti, sempre, anche nelle difficoltà. “Sarebbe un po’ come rifarci il senno dinanzi alla paura che il demonio abbia la nostra vita in suo possesso. La più grande diavoleria di Satana è quella di aver convinto tutti che non esiste”: così il dottor Impera ha preso in prestito le parole di un altro grande, padre Gabriele Amorth, un presbitero e scrittore italiano, esorcista della diocesi di Roma, per farsi intendere da tutti. La spiritualità di oggi viene definita da padre Audino emotiva ed affettiva.

Ci ritroviamo a chiederci, e oggi più che mai lo fa la comunità santacrocese dinanzi alla tragica vicenda del piccolo Loris, “perché il male, perché la sofferenza?”. Padre Mario più volte ha ribadito ai presenti che piuttosto che chiederci il perché, dovremmo capire come affrontare tutto questo. Se decidiamo di accentrare tutto su di noi e non si cerca affatto il confronto con Dio, si percorre spesso un’altra strada che potremmo definire pericolosamente alternativa, quella della magia; non è un caso, infatti, che maghi e fattucchieri hanno aumentato negli ultimi tempi il loro fatturato. Ci si affida incautamente ai loro riti e ai loro gesti per avere risposte immediate alle innumerevoli domande, delegando delle creature ribelli, dei demoni, che le risposte non possono fornirci. Ci illudiamo così che conoscono il nostro futuro. Occorre molta cautela nell’operare questa scelta perché fuori dal tempo e dallo spazio della realtà della nostra vita possono liberamente ingannarci senza portarci la pace interiore, ma aggiungendo angoscia.

E’ un dato di fatto che gli assidui frequentatori di queste creature, con il passare del tempo, perdono del tutto il senso della vita. Il male mira a contrastare la ragione umana, la grazia mira a sanarla e solo nell’incontro con Gesù o con i Santi la nostra vita entra nel mistero di Dio. Più ci mostreremo fragili, più saremo in preda del demonio: perciò la necessità di intervenire con un cammino spirituale adeguato elaborando la nostra esistenza in positivo, nonostante può accadere di trovarsi in preda alla fragilità. Occorre che diamo più spazio ai piccoli gesti di tenerezza: “C’è sempre una risorsa dentro e fuori di noi se siamo in Cristo Gesù, che ci può aiutare a combattere e reagire”. L’antica lotta tra il bene e il male deve comunque partire dal presupposto che dobbiamo essere umili, perché in ogni rapporto umano abbiamo la nostra responsabilità: il peccato che vediamo nell’ altro non è che lo specchio delle nostre mancanze .”Se non c’è vera pace nel cuore, anche quella spirituale, non la troveremo mai sotto un albero di Natale” , ha esclamato il dottor Impera alla fine dell’incontro, mentre padre Audino ha salutato i presenti pregando per loro e invocando una speciale benedizione molto attesa e gradita.

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