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Col passare delle ore vengono fuori tutte le menzogne contenute nell’interrogatorio di Veronica Panarello, che è costato alla mamma di Loris l’accusa di omicidio e occultamento di cadavere. Nel decreto di fermo ricostruito dai pubblici ministeri di Ragusa, emerge anche una curiosa intercettazione telefonica fra la sorella e la madre di Veronica. La conversazione smentisce il racconto della stessa Veronica, che diceva di non conoscere la zona del Vecchio Mulino. Anzi, quando era bambina “andavamo lì a prendere l’acqua insieme” spiega la madre dell’indagata. Vivevano a una distanza di 2 km, mentre la fontana a cui attingevano si trovava ad appena 50 metri dal mulino. Per contestualizzare questa telefonata, va detto che anche la sorella è stata condotta per un sopralluogo nell’area in cui sabato 29 novembre è stato ritrovato privo di vita il corpo del piccolo Loris. Di seguito il testo completo dell’intercettazione:

Sorella: “la fontanella… lì è stato trovato il bambino, lì mi hanno fatto passare lo sai come mi sono sentita?”

Madre: “ah va beh”

S: “no in poche parole, lei ha potuto prendere al contrario con la macchina ed andarsene a Donnafugata… mi è caduto il mondo addosso mamma mi è caduto, il mondo addosso mi è caduto”.

M: “Ma noi non abbiamo colpa Linuzza… se questa è alienata”

S: “no mamma per il bambino…”

M: “il bambino non c’è più gioia mia… non c’è più gioia mia…”

S: “buio che era mammà, buio che era”

M: “Eh eh scusa ma perché qual è il problema qua? ma cambia qualcosa per sapere dove si stava impiccando questa?”

S: “Già il luogo lei lo conosceva no che dice di non sapere dove era il Mulino…”

M: “Sì certo, ci veniva sempre lei a prendere l’acqua con me”.

LE MOTIVAZIONI DEL FERMO

I pm di Ragusa assicurano che l’esame dei filmati e le testimonianze “consentivano di documentare, oltre ogni ragionevole dubbio, che il piccolo Loris non uscì più dal condominio” dopo esser tornato a casa. E che “nell’intervallo tra le 8.49 e le 9.23 di sabato” nessuna altra persona non conosciuta entrò in casa. Inoltre l’auto della madre, secondo i pm, “a oltre 200 metri da questo ultimo impianto di carburante (il distributore Erg, ndr), svoltava a destra immettendosi nella strada poderale che conduce al Mulino Vecchio”, dove è stato trovato il piccolo. Le dichiarazioni di Veronica “confliggono palesemente con le risultanze delle registrazioni degli impianti di videosorveglianza installati lungo l’effettivo percorso seguito dalla Panarello proprio quella mattina”, si legge ancora nel decreto di fermo. I pm scrivono inoltre che Veronica Panarello avrebbe provocato la morte di Loris per soffocamento “aggredendolo mediante azione di strangolamento portata con l’uso di una fascetta stringicavo in plastica”. In seguito a questa precisazione alla donna viene contestata anche l’aggravante della crudeltà, oltre che del legame di parentela.

Nel verbale si legge inoltre che Veronica Panarello accusò sua madre di aver fatto sparire il piccolo Loris, come racconta la stessa madre della donna, C.A.. Veronica arrivò a casa sua con i carabinieri prima che il bimbo fosse ritrovato, alle 15.30 di sabato 29 novembre. “Mi chiese dove avessi messo suo figlio. Io le dissi che non avevo alcun motivo per prendere suo figlio”.

Un Commento

  1. Penelope

    10 dicembre 2014 a 16:27

    “Ma noi non abbiamo colpa…”. Una madre che appioppa alla figlia l’aggettivo “alienata”, che si chiede “ma cambia qualcosa per sapere dove si stava impiccando questa”, che la chiama “questa”, che non vuole contatti con lei da anni, che, a quanto pare, mostra di non aver alcun rispetto e amore per la figlia, non ha le sue responsabilità? non ha forse instillato in lei il poco rispetto per la vita propria e degli altri?

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