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Ai fini di comprendere i meccanismi fisiologici che regolano la pressione sanguigna, è utile paragonare il sistema arterioso a un recipiente pieno di liquido avente un foro di afflusso e un foro di efflusso e il tutto è la sommatoria di una sintonia di ritmi circadiani. Per favorire la salute di ogni persona attraverso una forma di prevenzione vera e propria, è bene muoversi. Persone con esiti di ictus possono svolgere attività fisica oppure un programma di allenamento? Anche se sono trascorsi alcuni anni dall’evento? La risposta è: assolutamente sì! In maniera molto semplice potremmo definire l’ictus come un danno al cervello che si verifica quando l’afflusso di sangue si interrompe improvvisamente per la chiusura o la rottura di un vaso sanguigno. Di norma la persona affronta un periodo acuto e cronico di riabilitazione della durata variabile, in base all’estensione della lesione e del tempo trascorso. Dopo tale periodo la persona rientra a casa e spesso affronta le problematiche derivate dall’evento subito o dalle complicanze derivate. Sulla base degli ultimi studi, anche dopo terminato il ciclo di riabilitazione, è fondamentale iniziare un regolare esercizio fisico di tipo aerobico da 3 a 5 volte a settimana per 20-50 minuti, per aumentare e migliorare l’efficienza cardiopolmonare e la deambulazione (ove questa non è totalmente compromessa), riducendo così il rischio di caduta e migliorando l’indipendenza funzionale, oltre a ridurre il rischio di eventi cardiovascolari ricorrenti.

Si dovrebbero inserire esercizi contro resistenza (o di forza) due volte a settimana per aumentare l’indipendenza nelle attività della vita quotidiana; esercizi di flessibilità e stretching due o tre volte a settimana, per aumentare la mobilità articolare e prevenire le deformità; esercizi di propriocezione per migliorare l’equilibrio statico e dinamico e la coordinazione (attività come il TaiChi o Yoga potrebbero essere d’aiuto). La prescrizione dell’esercizio per il sopravvissuto all’ictus è paragonabile alla prescrizione dei comuni farmaci, per cui è necessario “dosare” in ogni caso la frequenza, l’intensità, il tempo, il tipo di allenamento in base alla capacità funzionale individuale, in base all’età e alla “storia psicomotoria”! Inoltre è molto importante diminuire il tempo trascorso davanti alla tv o al pc. E’ bene ricordare che la sedentarietà non aiuta a migliorare le capacità residue rimaste integre, ma anzi le aggrava e potrebbe causare danni ad altri organi e tessuti. Muoversi è sicuramente necessario ma deve essere fatto nella maniera corretta!

(ha collaborato Cesare Squillace) 

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