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E’ la terza domenica senza Loris. Il clima a Santa Croce è ancora surreale, i giornalisti sono tornati in piazza, adesso addobbata delle luminarie natalizie. L’appuntamento del giorno è la messa nella chiesa di San Giovanni Battista. Colma di bambini, circa 100, che vogliono capire perché il piccolo Loris non c’è più. Lo hanno appreso dalla televisione, ma è impossibile – non solo per loro – capacitarsi di una tragedia così cruda. Durante l’omelia, però, padre Flavio Maganuco, che ha messo da parte le storie tese con i cronisti di una settimana fa, si rivolge ai più piccoli: “Loris è in paradiso, ha un compito importante: è un angelo di Dio. Preghiamo non per lui, ma preghiamo lui. Caro Loris – ha invocato il sacerdote – facci essere portatori della luce, facci tornare a sorridere e ad amare. Il male non avrà l’ultima parola su di noi. Ma anche noi siamo chiamati a portare la gioia, come fa Dio con noi”. Poi padre Flavio utilizza un esempio fulgido per offrire conforto ai bambini: “Chi ha avuto paura del buio alzi la mano”. Il sacerdote la solleva per primo seguito da tanti altri ragazzini. “Non è il buio che ci fa paura – ha aggiunto il viceparroco – perché conosco signore che ancora a 30 anni dormono con la luce accesa, ma ci fa paura essere soli e non protetti. Noi – ha concluso don Flavio – abbiamo bisogno del sorriso dei bambini, non sapete quanta forza dà”.

Intanto, la procura di Ragusa fa sapere di non avere ancora firmato il nulla osta che autorizza la riconsegna della salma di Loris Stival alla famiglia. Per questo non è stato ancora possibile fissare la data dei funerali. Lunedì i magistrati che seguono il caso e il medico legale Giuseppe Iuvara avranno una riunione per fare il punto della situazione e decideranno anche sull’eventuale data della restituzione del corpo.

L’AVVOCATO DI VERONICA: “MI BATTERO’ CON LE MANI E CON I PIEDI”
“Combatterò fino alla fine perché credo nell’innocenza di Veronica Panarello”. Lo ha affermato l’avvocato Francesco Villardita, legale della donna accusata di aver ucciso il 29 novembre scorso a Santa Croce Camerina il figlio Loris di otto anni, strangolandolo con una fascetta e gettando il corpo in un canalone. “Battaglierò con mani, piedi e denti – ha aggiunto il penalista – anche perché ho ricevuto molti messaggi di solidarietà per lei. Non credo che l’opinione pubblica l’abbia già condannata, anzi. Secondo me c’è un’Italia divisa tra colpevolisti e innocentisti”.

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