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La tempesta è passata. Dopo i funerali di Loris, con oltre 2000 persone in piazza Vittorio Emanuele, su Santa Croce si spengono le luci della ribalta (era pure ora). Ma il lavoro attorno all’omicidio del bambino di 8 anni va avanti. Si cerca il colpevole. Al momento l’unica imputata è Veronica Panarello, madre del piccolo Loris. La donna è rinchiusa in una cella d’isolamento del carcere di Catania, in stato di fermo e con l’accusa di omicidio aggravato e occultamento di cadavere. La Procura di Ragusa, in questi giorni che precedono il Natale, sta ascoltando nuovi testimoni per ricostruire interamente l’accaduto. C’è sempre la pista del complice. Ma Veronica? Ha fatto discutere la scelta di lasciare fuori dalla chiesa San Giovanni Battista, dove si sono tenute le esequie, la ghirlanda di fiori – con tanto di dedica – con cui la madre ha voluto salutare il suo bambino. Secondo il legale della donna, Francesco Villardita, è “un chiaro segnale che il marito ha preso ormai le distanze da lei”. Lo stesso avvocato ha fatto sapere che “presenteremo ricorso al Tribunale della libertà tra domani e lunedì, contro l’ordinanza d’arresto emessa dal Gip di Ragusa”. L’obiettivo è permettere a Veronica di tornare in libertà. Si spengono le luci della ribalta, ma gli inquirenti continuano a lavorare con un chiaro scopo: fare giustizia.

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