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È durata altre cinque ore l’udienza-bis di Veronica Panarello al tribunale del Riesame di Catania. La donna, accusata di aver ucciso il figlio Loris di 8 anni, attende entro le 14 di mercoledì la decisione sull’istanza di scarcerazione presentata dal suo avvocato. La Panarello era stata sentita dai giudici nel giorno di San Silvestro, ma 12 ore di udienza non erano bastate a sciogliere la riserva. Veronica anche stamattina è giunta a Palazzo di giustizia su un furgone blindato. Dopo gli interventi del sostituto procuratore Marco Rota, per l’accusa, e dell’avvocato Francesco Villardita, per la difesa, i giudici si sono riuniti in camera di consiglio.

“Ognuno è rimasto sulle proprie posizioni – ha detto il legale della Panarello -, saranno i giudici in piena serenità a decidere”. La difesa ha messo in dubbio anche l’ora della morte del bambino, che il medico legale aveva stimato fra le 9.30 e le 10.30. Secondo una perizia di parte, infatti, questa sarebbe avvenuta qualche ora dopo. In questo modo la donna sarebbe scagionata, dato che si trovava a un corso di cucina a Donnafugata. La Procura di Ragusa, invece, ha confermato la sua ricostruzione basata anche sui filmati delle 41 telecamere di sistemi di sorveglianza che, hanno ribadito i pm, “dimostrano senza dubbio che quel giorno la mamma non ha accompagnato il figlio a scuola”, che “non ha seguito lo stesso percorso dei giorni precedenti” e per “due volte passa velocemente davanti alla strada del Mulino Vecchio, dove sei ore dopo è trovato il corpo del bambino, dicendo che lo fa per gettare la spazzatura, con tanti cassonetti vicino casa…”. La Panarello in aula ha respinto per l’ennesima volta tutte le accuse a suo carico e ha anche pianto quando le sono state mostrate alcune immagini del figlio morto.

L’AVVOCATO DELLA DONNA: “ULTERIORI TESTIMONI”
Prima di tornare in aula, l’avvocato Francesco Villardita ha rifatto il punto della situazione: “Ci sono testimoni le cui dichiarazioni sono state analizzate rilevando incongruità rispetto alla tesi dell’accusa”. Secondo il legale, il collegio di difesa avrebbe compiuto un lavoro di approfondimento ulteriore “esaltando quello testimonianze che potrebbero apparire in un primo momento non utili, ma che a noi sono sembrano invece molto utili”, come quella di un “teste che dice di avere visto una persona somigliante al bambino”. L’avvocato fa verosimilmente riferimento alla testimonianza di una donna che subito dopo la scomparsa disse di avere visto Loris e di averci parlato, intorno alle 09.30, vicino a una fontana del paese. Ma risentita dagli investigatori successivamente avrebbe precisato di non essere certa del giorno. Un’altra testimonianza sarebbe quella di una vicina di casa che ha visto Veronica Panarello stendere i panni intorno alle 9, facendo così scendere di alcuni minuti il tempo in cui la mamma sarebbe rimasta sola con il figlio all’interno dell’appartamento. “Sono atti che sono già nel fascicolo – precisa l’avvocato Villardita – non sono indagini difensive ma degli investigatori, e noi gli diamo un altra lettura”. Il legale ribadisce di “avere fiducia nella giustizia, e speranza per un esito positivo”.

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