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Si terrà dopo l’Epifania l’incontro in Procura, a Ragusa, sulle indagini per la morte di Loris Stival. In attesa delle motivazioni del Tribunale del Riesame, che ha ribadito lo stato di fermo in carcere per Veronica Panarello, si terrà un nuovo vertice per “fare il punto della situazione” e valutare le “ulteriori iniziative da intraprendere”. Perché, si sottolinea dal Palazzo di Giustizia, restano “episodi da chiarire e sviluppare”, per quelli che il procuratore Carmelo Petralia e il sostituto Marco Rota chiamano “tutti gli scenari possibili”. “Un conto – spiegano i pm – sono gli indizi di colpevolezza per un’udienza cautelare, un’altra cosa è portare prove in un eventuale processo”. Dal summit potrebbero emergere novità sull’eventuale figura di un complice che può aver aiutato la Panarello a commettere l’omicidio o anche solo a occultare il cadavere del bambino di 8 anni. “La prima ipotesi – spiegava Petralia qualche settimana fa – è quella che vede la mamma responsabile del delitto e della fase di occultamento del cadavere; la seconda vede la figura di un complice nella fase di occultamento del cadavere; nella terza s’ipotizza una cooperazione anche nel delitto”.

Nel frattempo la madre di Loris, visibilmente delusa per la decisione del Riesame, è tornata nel carcere di Agrigento. La donna era convinta di essere a un passo dalla scarcerazione, di potersi recare al cimitero per piangere sulla tomba del figlio e tornare ad abbracciare il bambino più piccolo. Il suo sogno, però, è stato spazzato via. Il suo stato di salute e i precedenti di due tentativi di suicidio, inoltre, fanno alzare l’allerta nel sistema di sorveglianza nel penitenziario in cui è reclusa. La Panarello non è in isolamento ma in regime di “media sicurezza”. Nelle ultime ore, però, è sorvegliata a vista dagli agenti, perché c’è il timore che possa compiere gesti insani. Lo stesso timore che, verosimilmente, ha convinto il Riesame a non concederle i domiciliari.

VERONICA DAL CARCERE: “CERCHINO VERO COLPEVOLE”
“Io resto in carcere, ma Procura e investigatori vadano avanti e cerchino il vero colpevole, non si concentrino su di me che sono innocente”. Lo ha detto Veronica Panarello dal carcere di Agrigento, dove la donna è ancora reclusa dopo la decisione del Riesame di confermare la misura cautelare a suo carico. Il suo avvocato, Francesco Villardita, è andato a trovarla. “Prima dell’udienza e della decisione dei giudici io le ho detto di essere cauta nell’ottimismo, perché non era un processo ma un confronto sulle esigenze cautelari. Ricorso in Cassazione? Vedremo, prima voglio leggere le motivazioni…”.

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