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Il 2015 ha da poco preso il posto del 2014 che ha lasciato un’eredità pesante per la nostra cittadina, oltrecchè per il Paese. La tragica fine del piccolo Loris Stival ha stravolto ciascuno di noi ed è dura riprendere la vita di sempre, ritornare ad occuparsi dei problemi irrisolti, barcamenarsi tra le urgenze, le scadenze, le incognite quotidiane. Ma Cassandra sa che il fato è crudele, inevitabile, invincibile e va accettato con coraggio, lucidità, determinazione. Non può essere cambiato ma può essere assecondato, studiato, interpretato, capito.

Abbiamo detto addio ad artisti del calibro di Pino Mango e Pino Daniele e sentiamo alitare sull‘Occidente il vento appestato del terrorismo religioso. E mentre la macrostoria ci costringe a tornare indietro di anni, allo scioccante attentato alle Twin Towers di New York, la microstoria ci costringe a subire la mediocrità di una classe politica generalmente parolia, pasticciona e compromessa. Quanto manierati e d’occasione sono apparsi i discorsi confezionati su misura per il Presidente della Repubblica “dimissionario”, per il Presidente del Consiglio “prodotto in laboratorio”, per il Sindaco della nostra città “eletto per tre voti” ad un popolo formato principalmente da esodati, precari, sottoccupati, disoccupati, delocalizzati, svalutati.

Il capodanno del 2015 ha trovato gli italiani onesti con le tasche “svuotate” dall‘Erario e quelli disonesti a godersi il sole sulle spiagge delle Isole Cayman, che custodiscono i loro loschi tesori! E sapete perché? Perché in Italia il concetto di legalità è flessibile, è opinabile, è condizionabile! Volete un esempio? Ci è stato spiegato che a P. Secca l’edificio conosciuto come “ex Caserma della Guardia di Finanza” è stata abbattuto in questa estate “per tutelare la pubblica incolumità” e, quindi, nella legalità… Ma è legale abbattere anche la porzione di quell‘edificio che costituiva una parte integrante e sostanziale della storia del borgo marinaro, qual era la “Regia Dogana”? E che dire dell‘affaire Mediale? E’ legale “vendere l’acqua pubblica ai privati, così che un litro d’acqua santacrocese costa al contribuente più di una bottiglia di Ferrarelle, e di certo non fa fare “plin plin” perché depura ma perché non è potabile al cento per cento?

E che dire dei mutui accesi per “abbellire” solo la solita P. Secca? E’ “legale” far lievitare i prezzi di mercato degli immobili costruiti nel borgo e far crollare quelli delle altre località balneari camarinensi lasciando identiche le tariffe idriche e le aliquote delle imposte comunali? E ancora… E’ legale lasciare un intero quartiere in balìa dei liquami in caso di pioggia, ma obbligare i suoi abitanti a pagare tariffe per un servizio che non hanno o non funziona a regola d‘arte? E’ legale obbligare i cittadini a pagare per un servizio di raccolta differenziata che funziona (e non si sa in quale percentuale) solo nel centro storico? Cassandra si augura che lo sia. Ma lei è la veggente che non veniva creduta.

Cassandra

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