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Si è tenuto lunedì mattina in Procura, a Ragusa, un nuovo vertice sulle indagini che riguardano la morte di Loris Stival. Il procuratore capo Carmelo Petralia, a colloquio con alcuni giornalisti, ha deciso di mantenere il profilo basso: “Tre nuovi sospettati? Stiamo seguendo 3 o 4 percorsi per accertare eventuali complicità”. Non è cambiata la sostanza rispetto a pochi giorni fa: “Da un lato – chiarisce Petralia – stiamo cercando altri indizi che confermino quanto accertato finora, dall’altra si cerca di capire se qualcuno ha aiutato la Panarello a uccidere il piccolo Loris o ad occultarne il cadavere, o magari l’ha istigata a farlo”.

L’istigazione è al momento un piccolo elemento di novità. Qualcuno, magari attraverso una fitta corrispondenza su Whattsapp e Facebook, la mattina del 29 novembre (o anche prima) avrebbe incitato la donna ad ammazzare il figlio. Ma per l’analisi dei social network e della messaggistica istantanea (Whattsapp) ci vorrà del tempo, perché “i server si trovano fuori dai nostri confini nazionali” spiega Petralia. Il quale, invece, non dà troppo peso alle ultime testimonianze rese in tv e al nostro sito: “Non le abbiamo ritenute rilevanti. Anche il Tribunale del Riesame a quanto pare…”. La prozia di Veronica, Antonella Stival, ha chiesto l’analisi del Dna su tutte le persone vicine alla famiglia: “Vorremmo sapere il perché delle sue richieste. Se ha qualcosa da dire, lo faccia e basta”.

In Procura è stato ascoltato anche Orazio Fidone, il cacciatore che per primo ha ritrovato il corpo senza vita di Loris: “L’incontro è servito per capire se finalmente si possa giungere al dissequestro dei mezzi e chiarire definitivamente la posizione del nostro assistito” hanno spiegato i suoi avvocati Savà e Assenza. Fidone, invece, spera di “poter tornare presto in piazza e bere un caffè in santa pace con gli amici. Certe persone che rilasciano troppe interviste – attacca – farebbero meglio a rimanere a casa e accudire i propri figli”. L’ultima voce del coro è quella di Daniele Scrofani, legale di Davide Stival: “Davide è contento della possibilità che gli offre il sindaco di Vittoria (lo ha invitato a far parte del suo staff fino al termine del suo mandato, ndr). Ma a lui servirebbe qualcosa di meglio di un incarico a tempo”.

TRE ESPERTI NEL COLLEGIO DI DIFESA
Tre docenti universitari – uno specialista in medicina legale, l’altro in neuropsicologia forense e il terzo in lettura delle immagini – e due video-forensi: sono gli esperti entrati a fare parte del collegio di difesa dell’avvocato Francesco Villardita che assiste Veronica Panarello. “I docenti – rivela il legale – prestano la loro consulenza a titolo gratuito, ai due esperti è stato versato un rimborso spese. E abbiamo avuto diverse offerte di professionisti disposti a lavorare senza retribuzione al caso per fare emergere la verità”.

2 Commenti

  1. Loredana

    17 gennaio 2015 a 14:03

    Solo una matta/o potrebbe lasciarsi istigare da qualcuno ad uccidere il proprio figlio, ma Veronica ha avuto, mi sembra di ricordare, una visita psichiatrica che l’ha riconosciuta sana di mente.
    Veronica, come testimoniato da tutti quelli che la conoscevano, persino dal padre e persino dalla stessa sorella(stra) che l’accusa con fango anche inventato, provava per Loris e l’altro figlio un amore viscerale. Non poteva assolutamente lasciarsi istigare dal fare del male ai suoi figli. Una madre così non permetterebbe nemmeno che qualcosa di così orribile possa essere anche solo menzionato per scherzo.
    Non so cosa abbia in mano il procuratore per dire una cosa del genere.
    Petralia sarà abituato ai veri delinquenti ma di certo non alla gente comune come Veronica, per rilasciare una dichiarazione del genere

    Rispondi

  2. Loredana

    17 gennaio 2015 a 14:05

    errata corrige

    sostituire la parola “padre” con “marito”…

    Rispondi

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