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Veronica Panarello non si arrende e dal carcere di Agrigento rilancia: “Sono innocente”. In una memoria consegnata al suo legale, Francesco Villardita, la donna sferra un attacco contro il marito Davide Stival, che ormai da tempo ha smesso di crederle: “Mi sono sentita tradita perché Davide non vuole aiutarmi a scoprire la verità – spiega la donna, indagata per l’omicidio del figlio Loris -. Se non mi crede, vuol dire che da dieci anni ho convissuto con un’ombra”. Il marito, dopo aver analizzato attentamente le immagini della videosorveglianza, ha deciso di voltarle le spalle. Un concetto ribadito nel corso del colloquio avvenuto in carcere nel giorno dell’Epifania. Nei racconti di Veronica ci sono troppe falle, anche se Villardita non è dello stesso parere: “La mia assistita non mente, e su questo non ho alcun tipo di dubbio. Se il signor Stival, all’inizio, avesse sentito anche la voce della difesa, oltre a quella dell’accusa, adesso avrebbe il quadro chiaro. Nelle immagini che riprendono la sagoma di un bambino rientrare in casa non si vede nulla. E i filmati sono una cosa oggettiva. Avrei gradito una telefonata del signor Stival per capire come si sarebbe mossa la difesa della moglie, ma non è mai arrivata. Da questo momento in poi ci interessa solo la verità processuale. Con i “forse” non si fa un processo”. Sempre dal carcere Veronica Panarello spiega che “ho tanta rabbia dentro. Voglio la verità, così come la vuole mio marito. Soffro e sto peggio quando penso ai miei due bambini. Loris non c’è più, ma ho assoluto bisogno di vedere Diego”.

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