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La fine dell’anno aveva fatto tirare un sospiro di sollievo alla cittadinanza, per quanto riguardava la criticità relativa alla microcriminalità. I noti fatti di cronaca, con il dispiegamento di forza pubblica che si era riversata su Santa Croce, avevano avuto come effetto una tregua da parte dei soliti ignoti. Per circa una ventina di giorni non si avevano notizie di furti, rapine e raid nelle campagne. Appena le forze dell’ordine hanno allentato la presa ecco che si ricomincia come e più di prima. Non passa giorno che qualcuno non debba denunciare la consumazione di qualche reato a proprio danno. Addirittura, adesso – e questa è una novità – si rubano pure le cassette di raccolta delle offerte ai funerali delle persone scomparse… Quanta meschinità in queste gesta portate a compimento da persone senza scrupoli. Addirittura una coppia di sessantenni, tranquillamente a casa loro in quel di Punta Secca, si vedono piombare addosso degli individui che li legano e li depredano di tutto quello che era possibile arraffare. Per loro fortuna non li hanno malmenati, almeno quello gli è stato risparmiato.

Sono anni che la cittadinanza urla nel deserto: raccolta di firme e petizioni non hanno sortito alcun effetto tangibile. Non ci si rende conto che gli episodi di microcriminalità infondono un senso di insicurezza diffusa, la gente ha paura. Qualcuno si spinge a dire che “il problema non esiste solo a S.Croce, ma esiste dappertutto”, quasi a giustificarsi; mal comune non è in questo caso mezzo gaudio. Le forze dell’ordine fanno quel che possono con i mezzi e gli uomini che hanno a disposizione. Purtroppo le leggi sono a favore di chi delinque, è inutile nasconderselo; magari qualche responsabile di reato di tanto in tanto viene preso e il giorno dopo è di nuovo in giro a rifare le stesse cose per cui era stato catturato. La domanda sorge spontanea, ma allora che si può fare?

Psaumide

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