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L’Immuno-isopatia, descritta all’inizio del secolo scorso dal biologo e zoologo tedesco prof. Guenther Enderlein (1872-1968), è una branca della Medicina Omeopatica impiegata prevalentemente nel trattamento di un ampio spettro di patologie, per lo più ad andamento cronico-recidivante. Si tratta di una terapia farmacologica “low dose” (a basse dosi) che fa uso di microdosi di varie sostanze, principalmente muffe e lieviti, preparate secondo la Tecnica Farmaceutica Omeopatica, prontamente diluite e dinamizzate attraverso ripetute succussioni (o attivazioni cinetiche sequenziali).

Queste sostanze, pur mantenendo gli effetti curativi primari di stimolo o inibizione, non provocano effetti collaterali, spesso riscontrati nelle terapie allopatiche (tradizionali), e non sbilanciano ulteriormente i processi fisiologici dell’individuo. L’impiego clinico pratico dell’Immuno-isopatia può essere validamente integrato con quello della Medicina Allopatica (Medicina Ufficiale), in quanto, come quest’ultima, ha dimostrato la propria valenza scientifica attraverso numerosi studi clinici. Ritengo, quindi, che la terapia immuno-isopatica, al pari – del resto – di tutta la Medicina Omeopatica, meriti una maggiore attenzione ed una migliore conoscenza da parte del Medico di Medicina Generale (MMG) e del Pediatra di Libera Scelta (PLS), i quali, convinti conoscitori della Medicina Allopatica, sono sempre piuttosto restii all’apprendimento del trattamento con microdosi di sostanze poco note.

a cura di Giorgio Marcialis

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