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Sono giorni d’attesa sul fronte delle indagini che riguardano la morte del piccolo Loris. Fin qui l’unico provvedimento di fermo riguarda Veronica Panarello, la madre del bambino, attualmente rinchiusa nel carcere di Agrigento con l’accusa di omicidio aggravato e occultamento di cadavere. Resta iscritto nel registro degli indagati, per “atto dovuto”, anche Orazio Fidone, il cacciatore che ha ritrovato per primo il corpicino nella zona del Mulino vecchio. La Procura, in questi giorni, ha ripreso gli interrogatori. Saranno risentiti tutti gli inquilini del palazzo in cui abitava la famiglia Stival, oltre ai familiari e amici più stretti. E’ stato programmato per oggi anche un incidente probatorio su un paio di forbici e una cintura. Si tratta di un atto unico e irripetibile, notificato alle parti con 24 ore di preavviso, per l’acquisizione anticipata di una prova da portare al dibattimento. Un altro incidente probatorio, nei giorni scorsi, è stato richiesto sulle telecamere di sorveglianza (a suo dire “non allineate”) dall’avvocato della Panarello, Francesco Villardita. Gli inquirenti sperano di avere presto a disposizione i dati del traffico Internet di Veronica che, la mattina del 29 novembre scorso, intrattenne alcune conversazioni su Whattsapp e Facebook Messenger, due sistemi di messaggistica istantanea i cui server si trovano all’estero. Per ottenere i tabulati ci vorrà del tempo.

La Procura non ha ancora sciolto le riserve sugli eventuali complici che avrebbero aiutato la Panarello a compiere l’omicidio o, comunque, a occultare il cadavere. Ci sarebbero tre sospettati (o due, secondo altre fonti), la cui posizione non è stata tuttora chiarita.

Un Commento

  1. sara

    28 gennaio 2015 a 17:07

    se quei messaggi w.App non erano palesi(cioè rimasti sullo smartphone ma in chiaro) vuol dire che lei li ha cancellati..

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