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Che in Italia molte cose non funzionino (specie nel nostro profondo sud) non è una novità; che per effetto di questa nomea sono sorti tanti luoghi comuni, anche questa è una verità inconfutabile. Nel mirino i servizi che lo stato eroga ai cittadini, pagati dai contribuenti fior di quattrini. Eppure qualche isola felice di tanto in tanto appare, come a voler sfatare queste dicerie, nella maggioranza dei casi assolutamente fondate. Si dice che fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce: magari non crescono foreste dalle nostre parti ma qualche albero sicuramente di tanto in tanto spunta. La sanità iblea per esempio. Ci sono reparti negli ospedali della provincia che sono un vero e proprio fiore all’occhiello. Certo non saranno all’avanguardia come alcuni reparti d’eccellenza nei vari nosocomi italiani, ma si avvicinano molto ai più decantati, soprattutto nell’erogazione dei servizi  ai cittadini. Per esperienza personale, posso affermare che uno di questi reparti è l’oculistica del “Maria Paternò Arezzo”. Una equipe di bravi medici, coadiuvati da personale paramedico di grande esperienza, accolgono e curano ogni giorno decine di persone. La loro professionalità è davvero notevole: questa non basterebbe se non mettessero tutti una grande umanità e disponibilità, malgrado il carico di lavoro a cui sono chiamati giornalmente. Il merito di questo meccanismo perfetto va sicuramente al primario, Dott. Salvatore Azzaro, che è riuscito a mettere insieme una squadra davvero affiatata, medici competenti e dediti completamente al loro lavoro, così come il personale infermieristico, sia delle sale operatorie che quello ambulatoriale. Ma anche altri reparti dello stesso nosocomio funzionano benissimo: la Cardiologia con l’Emodinamica, l’Oncologia il reparto Maternità e Neonatologia. Insomma, un  plauso che accomuna tutte queste realtà: una volta tanto mettiamo in risalto quello che funziona, malgrado tutto.

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