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Insulti e parole pesanti nei confronti dei figli, soprattutto di Loris, il maggiore; poi un lancio di oggetti. E’ questa la fotografia di un pomeriggio-tipo a casa Stival. La scatta un vicino, Vincenzo Dantoni, in una testimonianza riportata da ‘Repubblica’: “Nei pomeriggi in cui non lavoravo sentivo la Panarello urlare contro i suoi figli e una volta fu chiaro il rumore di sedie e altri oggetti sbattere per terra”. Dandoni ricorda di aver sentito “dalle ore 15 sino alle ore 20 la Panarello urlare incessantemente verso i propri figli, e in particolare verso il figlio Loris, apostrofandolo con parole pesanti…”. E così, all’improvviso, crolla il mito della mamma perfetta e premurosa che gli stessi vicini, nei giorni successivi alla tragedia, avevano tracciato.

Negli ultimi tempi la tensione fra mamma e figlio era alle stelle. E la mattina del 29 novembre sarebbe sfociata nell’ultima lite, quella fatale. Loris non voleva andare a scuola, ma seguire Veronica a quel corso di cucina. La vedeva truccata, talmente truccata da rivendicarglielo: “Perché così tanto?”. Veronica, a quel punto, non ci avrebbe più visto e avrebbe deciso, d’impeto, di ucciderlo e sbarazzarsi così di quel “peso ingombrante”. La realtà drammatica è confermata anche dalle parole della mamma di un amichetto del piccolo Loris. La scorsa estate suo figlio andò a giocare a casa Stival, ma dopo dieci minuti scappò. “Era spaventato, disse che la mamma di Loris urlava sempre contro suo figlio, arrivò addirittura a definirla una pazza”.

Il bambino, stando a quanto riferito dalla sua pediatra, nelle ultime tre settimane avrebbe perso 4 kg. Strano, quasi inquietante, per un ragazzino di 8 anni che ne pesava poco meno di 18. A pagina 95 dell’ordinanza del Riesame, a proposito della facilità con cui Veronica avrebbe trasportato da sola il corpo in garage, i giudici di Catania ricordano che «Loris era un bambino esile e con scarsa crescita». E citano una nota del 12 dicembre dei Carabinieri di Santa Croce da cui risulta che «secondo le indicazioni della pediatra, in base alle visite effettuate, il peso di Loris era di 17,3 kg il 24 settembre e di 13,3 kg il 13 ottobre». E’ sintomatico pensare che qualcosa non andasse. E’ solo l’ultimo elemento che si unisce alla durissima requisitoria dei giudici del Riesame. Secondo il loro giudizio, la Panarello deve restare in carcere per evitare che inquini le prove o uccida ancora.

5 Commenti

  1. mario

    4 febbraio 2015 a 15:16

    non ci voleva certo la relazione della pediatra per accurare che il bambino era notevolmente sottopeso e con gli occhi infossati..è la prima cosa che è saltata al’occhio ma evidentemente nessuno se ne rendeva conto nemmeno a scuola .Povera stella..

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    • Loredana

      5 febbraio 2015 a 19:58

      ma perché secondo te Loris in quella foto potrebbe mai pesare 13,3 kg? ma hai mai avuto un bambino?

      Rispondi

  2. Giancarlo

    4 febbraio 2015 a 16:03

    Che ne sa lui di ciò che è avvenuto? ha origliato x vedere o ha sentito qualcosa carissimi giudici svegliatevi subiito

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  3. spada gaetano

    4 febbraio 2015 a 21:31

    LA PEDIATRA AVREBBE DOVUTO INFORMARE I CARABINIERI DELLA DENUTRIZIONE DEL BAMBINO, COSI’ ALTRETTANTO IL VICINO DI CASA CHE SENTIVA, CHISSA’ QUANTE VOLTE, MALTRATTARE I PROPRI FIGLI CON VIOLENZA. FORSE OGGI LORIS SAREBBE ANCORA TRA DI NOI.

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  4. Loredana

    5 febbraio 2015 a 19:56

    Un bambino di 8 anni che pesa kg 13,3 è matematicamente impossibile.
    Sveglia, dev’esserci stato un errore di trascrizione!

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