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Sabato 7 febbraio, presso la Biblioteca comunale di Santa Croce Camerina, è stata indetta la XXXIV assemblea dei soci AVIS, sezione di Santa Croce. Un appuntamento molto sentito per tirare le somme dell’anno passato e ripartire sempre più forti. Ne è scaturito un bilancio estremamente positivo, grazie al lavoro costante dei volontari, ma soprattutto dei numerosi donatori che con il loro immenso cuore hanno permesso alla piccola comunità santacrocese di meritare grandi plausi ed essere un esempio trainante per l’intera provincia. “Positivi sono i numeri della nostra AVIS – ha dichiarato Fabio Emmolo, presidente della sezione di Santa Croce – che ancora quest’anno è riuscita a migliorare i risultati raggiunti negli anni scorsi con le sue 1350 donazioni di cui 1087 di sangue intero e 263 di plasma, con 122 nuovi iscritti di cui 7 diciottenni”.

Tanti i punti vagliati durante l’incontro, ma quest’anno vi è stata una novità molto significativa. E’ stata mostrata a tutti i presenti una targa con la quale la sezione AVIS cittadina dedicherà la sala donazioni a colui che nel lontano 1984 è stato uno dei soci fondatori nonché primo presidente: Gaetano Caggia. Proprio “Don Tano Caggia”, come era noto a tutti in paese, è stato ricordato da molti dei presenti per il suo impegno profuso alla ricerca di donatori di sangue, per la spontanea irruenza che trascinava, per essersi prodigato alla ricerca di donatori anche nelle zone costiere, diffondendo l’importanza della gioia del donare. “Era incisivo, reattivo e significativo” lo ha definito Salvatore Mandarà, presidente regionale AVIS, che ha mosso i suoi primi passi proprio in questa sede. “Se dovessi usare un’espressione tangibile di quello che sento – ha continuato Mandarà – l’AVIS è anche casa mia. Sono nato dentro l’associazione e sono trent’anni che ci opero a vari livelli. Non potevo mancare a questo grande evento. L’appassionante lavoro svolto dal consiglio direttivo è sotto gli occhi di tutti. Non è facile rispondere a circa 150 requisiti minimi strutturali, organizzativi, sanitari e tecnologici che rispecchiano quella che è la norma europea sulla sicurezza del dono del sangue. La nostra sfida è quella di migliorarci sempre di più”. Alla domanda su come inciterebbe le persone a donare, Salvatore Mandarà ha risposto: “L’AVIS non è solo un dare, è anche un ricevere. Si dà rispettando principi di solidarietà che sono doverosi nei confronti di chi è bisognoso per varie ragioni. Al socio donatore serve per sentirsi orgoglioso del gesto ma sicuro che sarà sempre controllato da un punto di vista sanitario, perché dopo ogni donazione si ricevono le analisi cliniche circa il proprio stato di salute. Inoltre dalla prossima settimana ci sarà in sede un cardiologo che seguirà i soci donatori costantemente”.

A fine serata, sono stati distribuiti tanti attestati di merito a coloro che con le loro donazioni hanno raggiunto grandi traguardi, fino ad oltre 50 donazioni. Non è mancata neppure la distribuzione di una targa di riconoscimento a quei soci che, raggiunto il limite d’età previsto dalla legge, non potranno più donare il loro sangue, ma resteranno a far parte della piccola-grande famiglia AVIS di Santa Croce.

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