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La Medicina Funzionale Regolatoria (MFR) è una branca della Medicina che basa il proprio metodo clinico sullo studio dei processi fisiologici. Si tratta di una disciplina che nella propria costruzione metodologica mette a fuoco, in maniera innovativa, le correlazioni esistenti tra risposta fisiologica, risposta disfunzionale ed input stressogeno. La MFR attualizza i concetti di risposta allo stress e di sindrome generale di adattamento secondo gli ultimi studi nel campo della Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia (PNEI). Lo studio funzionale del sistema neuro-endocrino, del sistema nervoso autonomo e del sistema immunitario, che sono i mediatori dell’adattamento agli eventi della vita, permetterà di fornire al medico strumenti innovativi in grado di valutare la fitness del sistema rispetto alle richieste poste dall’ambiente all’organismo e di valutare gli effetti cumulativi degli stressors per mezzo di una misura olistica di disfunzione. Studiare la MFR significa comprendere il senso biologico dei meccanismi di regolazione dei sistemi viventi: la regolazione neurovegetativa (ortosimpatico e parasimpatico), la regolazione metabolica (anabolismo e catabolismo) e la regolazione cerebrale.

La MFR integra le metodologie diagnostiche convenzionali con i sistemi di diagnosi funzionale più avanzati. L’utilizzo delle tecniche di analisi bioelettriche e di regolazione secondo la biorisonanza permetterà di cogliere i cambiamenti fisiologici che intercorrono a livello della funzione cellulare (disturbi preclinici) prima che il persistere delle condizioni stressogene evolvano in patologia conclamata. Con la MFR è pertanto possibile riportare in ambito medico le situazioni borderline. Lo studio e la rivisitazione secondo i canoni della MFR della semeiotica e dell’anamnesi tipica di molte Medicine complementari faciliterà l’individuazione dei primi segnali di disfunzione e la lettura degli eventi passati in grado di chiarire i sintomi riscontrati sul paziente.

La MFR permette di rivedere la logica di utilizzo delle terapie allopatiche e di studiare ed integrare, con programmi terapeutici appropriati, le cosiddette terapie complementari al di fuori di filosofie, teoremi o scuole di pensiero. Si studiano, dunque, le terapie di regolazione, omeopatia, terapie di supporto nutrizionale (vitamine, minerali, aminoacidi, elettroliti, nutraceutici), terapie di stimolo della funzione d’organo-apparato (fitoterapia) e terapia di sostituzione di funzione (farmaco allopatico). L’approccio terapeutico della MFR focalizza l’attenzione sul paziente, sull’individualità biochimica, sulla matrice extracellulare, l’equilibrio metabolico, l’eubiosi, il rapporto psiche-cervello-organo. La scelta della terapia più efficace sarà data dallo stato del sistema biologico e della funzione d’organo o d’apparato su cui si sceglie di intervenire. Obiettivo principale della MFR è quello di porsi come interfaccia tra la Medicina ufficiale e la Medicina complementare naturale, di riunire e/o integrare in una visione globale, realmente olistica, strutturata come scienza trasmissibile che permetta di integrare il sapere medico (scienza) con quello fitoterapico, omeopatico e nutrizionale in un quadro unitario. Io, che sono “nato” medico allopata e poi sono diventato omeopata, ho deciso di studiare anche la MFR per avere una visione d’insieme.

(a cura di Giorgio Marcialis)

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