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La dottoressa Viviana Accetta, assistente sociale presso il SERT di Vittoria, ha avviato il seminario formativo “La società dipendente”, tenutosi martedì pomeriggio, grazie al patrocinio del Comune, presso la biblioteca di Santa Croce Camerina, a cura del Dr. Giuseppe Mustile, direttore della struttura complessa Dipendenze Patologiche ASP 7 di Ragusa. Mustile, psichiatra, ha curato con professionalità e grande capacità comunicativa l’incontro intitolato “Genitori e figli”, alla presenza del sindaco e di un gruppo attento di genitori e giovani. Ai presenti, in avvio, è stata fornita la definizione di dipendenza dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS): “Quella condizione psichica e talvolta anche fisica, derivata dall’interazione fra un organismo vivente e una sostanza tossica, e caratterizzata da risposte comportamentali e da altre reazioni che comportano sempre un bisogno compulsivo di assumere la sostanza in modo continuativo o periodico allo scopo di provare i suoi effetti psicologici e talvolta di evitare il malessere della sua privazione”.

Tuttavia oggi ciò che viene definita dipendenza, abbraccia una visione ben più ampia; nella nostra provincia, ad esempio, così come accade altrove, si consuma di tutto e di più: alcool, fumo, cannabinoidi, cocaina, allucinogeni e si inganna l’esistenza di molti adolescenti con il gioco d’azzardo, così come sono presenti e in crescita costante numerosi casi, tra i giovanissimi, di anoressia e di bulimia. Tra i presenti la piena consapevolezza che i punti di riferimento della società di un tempo non troppo lontano, gli identificativi sociali (tra questi la scuola prima agenzia educativa seconda solo alla famiglia) che erano sicuramente riconosciuti e accettati con facilità, oggi non esistono più. La società seduttiva dei nostri giorni appare ricca di rischi che non appagano l’animo, ma fa perdere qualunque desiderio di conoscenza, di crescita.

In questi tempi di crisi sociale, prima ancora che economica, gli adulti (insegnanti, genitori, educatori) si ritrovano a vivere il loro ruolo educativo in una condizione di “debolezza”. Spesso però occorre ammettere anche, con onestà, che ci si sottrae alle preziose occasioni di confronto come quella fornita in questi giorni, perché si sottovalutano la loro valenza e il loro intento o più semplicemente perché ci si crede capaci di riuscire a risolvere da soli senza l’intervento degli esperti del settore. Accade così che nonostante le difficoltà che i genitori, soprattutto, rilevano nello stabilire della regole precise nel procedere nel loro difficile compito educativo, non accettano l’idea della  formazione, basata su studi anche scientifici, e si negano a priori la possibilità di conoscere gli strumenti per la prevenzione consapevole che gli permetteranno, invece, di individuare in tempo i fattori di rischio e di protezione e mettere in atto le strategie e le tecniche di intervento più adeguate. L’interessante attività formativa proseguirà anche oggi e domani pomeriggio alle 17,30 presso i locali della biblioteca: un evento atteso questo reclamato a gran voce da più parti da tempo.

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