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E’ stata una notte di passione per Veronica Panarello, la 26enne accusata dell’omicidio del figlio Loris. La donna è stata raggiunta in carcere dai carabinieri del Ros, che hanno condotto una perquisizione informatica di 11 ore: dalle 16 di mercoledì pomeriggio alle 3 di stamane. Le forze dell’ordine si sono recate in cella con in mano il tablet di Loris e il computer di famiglia. Assieme a Veronica, assistita dal suo legale Francesco Villardita, hanno passato al setaccio i dati contenuti nei dispositivi. La donna si è mostrata molto collaborativa e ha fornito ai Ros tutte le password per facilitare le operazioni, fra cui quella d’accesso al tablet del figlio. All’interno c’erano le foto del compleanno del bambino, che hanno provocato commozione negli occhi e nelle parole della madre. Sono stati analizzati con cura le chat, le e-mail e i profili Facebook riconducibili alla donna, che ha continuato a professarsi innocente e implorato i carabinieri di cercare il vero assassino di Loris. «La mia assistita – ha spiegato l’avvocato Villardita – ha fornito un’ampia collaborazione, a 360 gradi. Ha pianto per ore, ma ha chiesto a carabinieri e polizia di fare presto per ottenere al più presto i risultati. Visto il suo comportamento e da quello che ho visto, in attesa degli esiti delle copie forensi, non c’è alcunché di rilevante dal punto di vista investigativo».

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