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Riparte il maxi processo per l’inchiesta sul Copai  davanti al Tribunale di Ragusa che vede coinvolti tra gli altri l’ex  deputato regionale Riccardo Minardo, Sara Suizzo, allora presidente del Copai, il marito Mario Barone, l’imprenditore Pietro Maienza  e Giuseppa Zocco (moglie di Minardo, nel frattempo assolta insieme alla figlia Serena Minardo per mancanza di prove), a seguito dell’indagine della Guardia di Finanza. L’accusa è di  truffa aggravata ai danni dello Stato, malversazione,  estorsione, emissione di fatture false e favoreggiamento. Un giro d’affari di circa due milioni di euro gestiti, appunto, dal Copai, il Consorzio per la Promozione dell’Area Iblea. Ieri il collegio penale (Vincenzo Saito, presidente, Giovanni Giampiccolo e Francesca Aprile, a latere), ha escusso i testi del pubblico ministero Gaetano Scollo, ovvero tre finanzieri, Davide Russotto, Vincenzo Riggio e Tommaso Monaco. Il primo ha confermato le dichiarazioni già rese al vecchio collegio, Riggio invece ha  parlato delle nuove imputazioni e Monaco si è soffermato su accertamenti e finanziamenti delle società. Presente anche questa volta in aula, il personaggio di maggiore spicco dell’affaire Copai, Riccardo Minardo, difeso dall’avvocato Carmelo Scarso. Con Minardo in aula c’era anche Mario Barone.

Il processo Copai in questi anni si è arricchito di nuovi tronconi, ultimo dei quali, quello che vede coinvolto anche l’ex assessore provinciale allo Sviluppo economico Giovanni Digiacomo, assistito dall’avvocato Maurizio Catalano. Digiacomo entra nel processo perché secondo l’accusa, in concorso con Sara Suizzo, avrebbe trasmesso le fatture alla Regione attestando la congruità e la verità degli atti. L’avvocato Maurizio Catalano ha sostenuto che il suo assistito non poteva essere a conoscenza dei presunti falsi. Folto il collegio difensivo degli imputati. L’avvocato Carmelo Scarso difende, come si diceva, l’ex parlamentare regionale Minardo; l’avvocato Enrico Trantino difende Sara Suizzo, Mario, Giuseppe e Nives Barone; l’avvocato Maria Platania è il difensore dei funzionari di banca Maria Chessari, Francesco Palumbo, Raffaele Nifosì e Nadia Zago;  Enrico Platania prende le parti di  Giorgio Di Martino; l’avvocato Giorgio Assenza difende Carmelo Emmolo,  Guglielmo Barone assiste Angelo Giannì e Giovanni Moncada; l’avvocato Luca Gulino è per Pietro Maienza; l’avvocato Giuseppe Pellegrino per Giuseppe Ruta; l’avvocato Massimo Garofalo per Valerio Tidona.

Il collegio difensivo ha chiesto contezza di determinati accertamenti che i testi verbalizzanti non avrebbero eseguito. L’udienza è stata aggiornata al prossimo 15 maggio per ascoltare altri testi d’accusa.

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