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Un incremento di stranieri di quasi il 20% in un anno: è questo il dato più significativo emerso dal  “Dossier Statistico Immigrazione 2014. Rapporto Unar, dalle discriminazioni ai diritti”, organizzato dall’Ufficio nazionale antidiscriminazioni Razziali del Dipartimento Pari Opportunità, in collaborazione con le redazioni di Idos e di “Confronti”, con la Caritas Diocesana di Ragusa e con la Struttura didattica speciale di Lingue e Letterature straniere di Ragusa si è svolto ieri presso l’Auditorium di Santa Teresa di Ibla. Nell’anno 2014 la popolazione non italiana, in provincia di Ragusa, è aumentata del 19,7% rispetto al 2013. Gli stranieri residenti nei dodici comuni iblei sono 22.600 (si parla di “regolari”), il 7,1% della popolazione complessiva. Anche le nuove nascite incidono: una famiglia straniera, infatti, conta 2,54 figli di media, contro gli 1,28 di una italiana.

Il maggior numero di stranieri è a Vittoria, con 5598 presenze, davanti a Ragusa. Ma per incidenza sul numero di abitanti, il primo comune – un po’ a sorpresa – è Acate (con il 25,4%) davanti a Santa Croce, da sempre ritenuto il paese con la più elevata presenza ospite. Le nazionalità più rappresentate sono quella tunisina (31,3%) e rumena (28,7%). A seguire Albania (14,2%) e Marocco (6,5%). La più alta presenza di immigrati si riscontra nella fascia trasformata, dove uomini e donne (in nero nel 40% dei casi) vengono impiegati all’interno delle serre.

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