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“Burraco e non solo”. Questa è la frase del presidente del Circolo Burraco “Monsignor Di Quattro” Salvatore Cappello, dopo la benedizione della “Cena di San Giuseppe” approntata il 1° Maggio dallo stesso circolo nei locali dell’oratorio parrocchiale. Una giornata eccezionale e dal forte impatto per i tanti appassionati della disciplina del Burraco arrivati da diverse parti della provincia che hanno potuto “assaporare” in prima persona la passione e il culto dei cittadini santacrocesi per il patriarca San Giuseppe. È stato lo stesso presidente Cappello a informare i tanti ospiti di come si sarebbe svolta la giornata, partita con la processione dei tre figuranti dalla Chiesa Madre e conclusa con l’emozionante benedizione della “cena” da parte di Domenico Sallemi (nelle vesti di San Giuseppe). “Sono molto felice e emozionato perché tutto si è svolto nei migliori dei modi – dice Salvatore Cappello –, il mio ringraziamento va a tutti coloro che si sono prodigati per la buona riuscita della “cena” e, soprattutto, al consiglio direttivo che si è fatto trovare sempre presente a ogni richiesta di tutti. Abbiamo fatto questa “cena” per far capire che oltre al gioco nel nostro circolo esistono valori morali e religiosi che possono ben condividere la passione per il semplice gioco delle carte. Inoltre, siamo contenti di essere riusciti nell’intento di far conoscere le tradizioni del nostro paese che ha appassionato e emozionato tante persone che disconoscevano questo tipo di devozione. La gente ha capito e tastato la passione e l’amore che i santcrocesi nutrono per il loro Santo Patrono, ma soprattutto hanno carpito quella voglia di solidarietà e di altruismo verso gli altri che la “cena” di San Giuseppe trasmette e vuole dimostrare. Ringrazio per tutto questo la Parrocchia di Santa Croce per la concessione dei locali dell’oratorio e ringrazio, altresì, tutti coloro che hanno voluto condividere questo momento con il nostro circolo”.

Un Commento

  1. Gaetano

    5 maggio 2015 a 14:48

    Non sono un grande frequentatore di cose religiose, ma mi colpisce molto che l’Oratorio sia diventato solo un luogo di gioco di carte, non che questo sia un peccato, ma credo che oltre questo in un oratorio si debbano fare tante altre cose, visto che sul nostro territorio tanti sono le problematiche legate al buon vivere, faccio riferimento tra le altre cose allo spaccio di stupefacenti.
    Vedere dissacrata una tradizione locale che è la cena di San Giuseppe, che veniva e viene ancora realizzata per grazia ricevuta, cioè una devozione verso un santo, da tanti giocatori che sono più attenti a vincere una partita che a celebrare il significato di storico-culturale-religioso, fa molto male anche a chi poco si interessa di cose religiose. Almeno si sarebbe potuto evitare di giovare davanti alla cena e sarebbe stato invece bello celebrare l’Uomo-Santo San. Giuseppe artigiano, mettendo in risalto le sue virtù di lavoratore e padre.

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