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Resta in carcere Veronica Panarello, accusata dell’omicidio del figlio di 8 anni Loris, trovato morto il 29 novembre 2014 a Santa Croce. Lo ha stabilito la I sezione penale della Cassazione che ha rigettato il ricorso della difesa della donna contro l’ordinanza del riesame del 3 gennaio scorso che confermava la misura cautelare in carcere.”Prendiamo atto della decisione della Cassazione e aspettiamo le motivazioni. Battaglieremo al processo”, ha commentato l’avvocato difensore Francesco Villardita.

IL PROCURATORE: “DEVE RESTARE IN CARCERE”

Veronica Panarello, la ventiseienne accusata dell’omicidio del figlio, il piccolo Loris di otto anni, resti in carcere. Questa la richiesta del sostituto procuratore generale della Cassazione Antonio Gialanella nell’udienza a porte chiuse davanti alla Prima sezione penale, chiamata a decidere sul ricorso della difesa della donna contro la custodia cautelare in carcere confermata dal tribunale del riesame di Catania il 3 gennaio scorso. In particolare, riferisce la difesa di Veronica, il Pg ha chiesto il rigetto del ricorso ritenendo che al momento la motivazione del riesame regga.

“A nostro modo di vedere ci sono contraddizioni ed illogicità, quindi confidiamo in un nuovo esame del tribunale della libertà”. Lo ha detto l’avvocato Francesco Villardita, difensore di Veronica Panarello, al termine dell’udienza in Cassazione. Ad avviso del legale il fatto che l’auto di Veronica si dirigesse, come testimoniano le immagini di alcune telecamere di sicurezza, verso il canalone dove il bimbo è stato trovato “non può essere considerato un grave indizio di colpevolezza”. L’avvocato ha riferito che il sostituto procuratore generale ha ritenuto “che gli elementi probatori della difesa non cambino il quadro e che una rilettura andrà fatta in sede dibattimentale”. “Non ci avviliamo – ha affermato comunque l’avvocato – se ci dovesse essere un rigetto perché ci muoviamo in una fase cautelare dove ad essere valutati sono indizi e non prove”.

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