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Sempre più spesso in questi tempi di crisi e di manovre da “lacrime e sangue”, si sente parlare di finanziarie e tagli ai costi della politica, a partire da quella locale. Ma quanto incidono effettivamente i costi di sindaci e assessori sui bilanci della Politica, quella con la “P” maiuscola, che dovrebbe consentire al nostro paese di crescere e guardare al futuro? Il risparmio annuo per le casse comunali delle cosiddette “indennità di carica” secondo i dati forniti dal sindaco Franca Iurato per Santa Croce ammonta a circa 45.000 euro, mentre per le opposizioni è di 37.000 euro. Dove sta la verità?

Dati alla mano non si può certo dire che sindaci e assessori navighino nell’oro, contrariamente a quanto si potrebbe immaginare a fronte ai tagli imposti ai futuri consigli comunali sul numero di poltrone. I primi cittadini presentano indennità molto variabili tra loro a seconda del numero di abitanti del paese e che si tratti di lavoratori autonomi, pensionati o lavoratori dipendenti. Per quest’ultima categoria i “compensi” subiscono per legge una decurtazione del 50%, analogamente a quanto previsto anche per gli assessori. Secondo la normativa, invece, ai vicesindaci spetta un’indennità pari al 50% dell’importo base mensile di indennità funzionale spettante al primo cittadino, mentre ai semplici assessori spetta il 45%. In questo modo, venendo ai numeri concreti, nel caso del comune di Santa Croce Camerina viene da chiedersi: perchè sindaco e vice-sindaco percepiscono invece la stessa somma (circa 1.384 euro lordi)?

Lasciando perdere le polemiche sulle indennità che incidono in modo irrisorio sulla nostra realtà locale, quello che più mi preoccupa è che la nostra splendida città, da oltre un quindicennio, sul piano ambientale e socioculturale vive un declino che non sembra volersi arrestare. Per fortuna la grande bellezza del nostro territorio, unita allo straordinario lavoro dei nostri operatori turistici e all’encomiabile impegno delle tante associazioni dedite alla cultura ed al sociale, vi hanno messo un argine, argine destinato, tuttavia, a cedere qualora tempestivamente non si corra ai ripari. Un’amministrazione che si appella al senso civico dei propri amministrati ed alla loro collaborazione, difficilmente farà breccia nella coscienza di questi se si mostra indifferente, rassegnata e/o incapace di intervenire di fronte all’infelice ed angosciante situazione legata all’immigrazione e a tutte le problematiche connesse, se tentenna ad intervenire su spinose questioni di ordine pubblico, se non cambia atteggiamento rispetto al passato nella gestione della quotidianità, se non affronta e non produce azioni concrete sulle politiche dell’occupazione giovanile. Questi sono i temi che chi amministra e chi fa opposizione dovrebbe affrontare ininterrottamente e senza esclusione di colpi.

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