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Quest’anno il mese di giugno inizia con alcuni avvenimenti politicamente importanti: il primo giugno commentiamo i risultati delle elezioni in 7 regioni italiane e in numerosi importanti Comuni siciliani, tra i quali Gela ed Agrigento, e, quindi, la cosiddetta nuova politica che avanza, al contempo leggiamo dei funerali di un militante della politica isolana, quale fu Lino Leanza e del lutto che ha colpito la politica etnea. Il 2 Giugno festeggiamo la nostra Repubblica, che ai sensi del combinato disposto dagli artt. 1 e 4 della Costituzione, è “democratica, fondata sul lavoro… riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e (ne) promuove le condizioni che rendono effettivo questo diritto… pur assegnando ad ogni cittadino il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società”.

Curiose e misterise coincidenze queste! Cosa deve essere la “buona politica” in una Repubblica democratica se non “una funzione che concorre al progresso materiale e spirituale della società”? E chi in Sicilia si sentì isprato da questi principi? Proprio l’ex vice-governatore Leanza che, pur essendo da sempre un moderato, si presentò alle ultime Regionali con un partito da lui battezzato “Art. 4”. Un moderato che rappresenta il 49% dell’elettorato che alle elezioni regionali ed amministrative del 31 maggio ha scelto di non votare! Quindi è questa l’aria che si respirerà il giorno della Festa della Repubblica: aria stantìa di sfiducia (l’astensionismo), di reazionismo (l’avanzare della Lega e del Movimento 5 stelle), di militanza partitica, farcita di veleni e maggioranze bulgare (le vittorie del Pd in 5 delle 7 regioni italiane al voto e in Comuni come Gela ed Agrigento).

Ed è quest’aria “malaticcia” che ci introduce alla stagione estiva: la Città del Sole non ne viene risparmiata, anzi! La querelle su c.d. “Marchio Montalbano” spacca l’opinione pubblica e fa dimenticare una querelle piu antica e tragica: quella sulla “Mediale”! E mentre l’unico gadget che riusciamo a “vendere” a sparute comitive della “terza età” e a coraggiose “coppie di sposini” recante il “marchio Montalbano” è la villetta (di stile archiettonico kich, come direbbero Sgarbi o Fuksas!) di un eccentrico avvocato che ha prestato (dietro lauto compenso!) la sua alcova e la sua veranda al mitico Commissario, inizia pian piano, sommessamente, pigramente il solito melodramma: fascia costiera con spiagge sporche e non ancora attrezzate; con strade di collegamento dal manto stradale accidentato come un campo di battaglia, costellate da mini-discariche abusive e cassonetti per i rifiuti insufficienti, maleodoranti e stracolmi, assenza di raccolta differenziata; insufficienza di parcheggi, di bagni pubblici, di aree per i nostri amici a quattro zampe, di lungomari, di siti archeologici visitabili dai turisti (a meno che non si trasformino in deliziosi roditori!); abbondante presenza di strumenti punitivi per automobilisti, di “operazioni di restyling!” concentrate solo ed esclusivamente sul “borgo” (ormai si chiama cosi!) marinaro (ma dove sono i marinai?) di P.Secca (ove risiede il Governo-ombra della città! D’Alema docet!), di comitati di villeggianti imbufaliti ecc. ecc. ecc… Che inizino le danze… la Festa è appena cominciata!

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