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Ancora una volta, ed è l’ennesima, nel nostro paese (ricordo, a vocazione turistica) siamo di fronte a un fatto amministrativo importante qual è il BILANCIO PREVENTIVO 2015 che anche quest’anno verrà probabilmente approvato a fine anno. Lo scorso anno il Bilancio preventivo 2014 fu approvato a fine novembre (idem nel 2013). E’ stato firmato recentemente il decreto ministeriale che differisce ulteriormente, dal 31 maggio al 30 luglio 2015, il termine di approvazione, da parte dei comuni, dei bilanci di previsione per l’esercizio finanziario 2015. Se il bilancio di previsione non è approvato dal Consiglio comunale nei tempi previsti dalla legge, il Consiglio comunale è sottoposto a procedimento di scioglimento ed il Comune è sottoposto a gestione provvisoria, nei limiti dei corrispondenti stanziamenti di spesa dell’ultimo bilancio approvato. Ma d’altronte come si può pretendere da una regione NON GOVERNATA, come è la “povera Sicilia”, da diversi anni senza bilancio approvato entro i termini di legge e con l’esercizio provvisorio divenuto una routine fisiologica, che siano i comuni a rispettare le scadenze temporali?

Se volessimo prendere sul ridere la faccenda potremmo dire: meglio tardi che mai! Ma, visto che riteniamo gli atti della Pubblica Amministrazione, e il Bilancio in particolare, argomenti estremamente seri, non possiamo che dire: non ci stiamo! Ci chiediamo come sia possibile amministrare un paese per un anno intero senza avere un bilancio preventivo approvato. Senza avere degli obiettivi da perseguire.  Sì, perché il Piano Esecutivo di Gestione, il PEG, lo strumento di programmazione dell’Amministrazione comunale che fissa gli obiettivi per gli uffici comunali per l’anno, viene approvato dalla Giunta dopo l’approvazione del Bilancio preventivo.

Spiegateci voi come si può approvare questo documento che comprende gli obiettivi principali del Comune e fornisce ai vari responsabili dei settori le risorse umane e finanziarie per poter migliorare i servizi offerti ai cittadini a fine novembre. Stiamo parlando degli obiettivi del 2015, non del 2016. Inoltre, tenete presente che senza Bilancio approvato gli uffici non possono disporre di tutte le risorse (già scarse): fino a quando il Bilancio preventivo non è approvato si lavora per dodicesimi! Insomma, senza un minimo di programmazione. Il Bilancio dovrebbe rappresentare un atto nel quale è esplicitata la direzione di marcia dell’Ente, in quanto sono stabiliti la programmazione, le progettualità e i risultati che ci si attende vengano conseguiti dall’Amministrazione in termini di erogazione dei servizi e di soddisfacimento dei bisogni collettivi.

Per tutto quanto detto il bilancio di previsione rappresenta quindi un atto di straordinaria importanza sia politica che amministrativa (tanto è vero che per l’Ordinamento giuridico italiano, le uniche sedute obbligatorie di consiglio comunale – convocazioni ordinarie – sono quelle in cui si approva il bilancio, il cd. consuntivo e i provvedimenti di riequilibrio). E’ fonte di intenso confronto dialettico tra giunta e consiglio e, all’interno di quest’ultimo, tra maggioranza ed opposizione. Si tratta di un atto fondamentale, non solo per la salvaguardia degli equilibri economico-finanziari dell’Ente, ma anche per decidere le politiche fiscali che l’attuale amministrazione vuole porre in essere nei confronti della collettività. Ragion per cui ritengo fondamentale che sia data la possibilità al consiglio e ai singoli consiglieri di provare a incidere su tali atti, esprimendo le diverse ‘sensibilità’ e le scelte di ‘valore’ attraverso cui provare a rendere concreta la propria idea di Comunità. L’assenza del Bilancio quindi, a mio avviso corrisponde ad un deficit di idee, di programmazione, di progettualità, di trasparenza e di democrazia. Più semplicemente, il Bilancio deve essere inteso come un insieme di cassetti (denominati “interventi”), all’interno dei quali sono posti i soldi necessari allo svolgimento delle funzioni amministrative. Ad ogni tipologia di spesa e di progettualità corrisponde un cassetto.

Ci ritroveremo quindi anche quest’anno senza lo strumento di programmazione? Ancora una volta ci verrà sottoposto un Bilancio preventivo per l’anno che si starà concludendo? Siamo sicuri che tutto questo non sia invece una strategia politica calcolata, voluta e finalizzata per non dare conto e ragione a nessuno? Ma di cosa dovremmo discutere? Di spese già sostenute? Di programmi già attuati? A fine novembre, di solito, nelle aziende normali, si parla di preventivo dell’anno seguente. Ci direte: ma in Italia nella pubblica amministrazione è così da sempre. Poi in questi ultimi anni le incertezze sono state maggiori. E’ troppo facile dire, è colpa di Matteo! Certo, è colpa di Renzi, ma noi cosa facciamo? Rimaniamo passivi e ci adeguiamo, oppure cambiamo marcia? E’ troppo facile continuare a chiedere sacrifici ai cittadini aumentando le tasse. Purtroppo il filo conduttore che sia  l’amministrazione e tutto il Consiglio comunale hanno intrapreso fin dall’inizio è quello della superficialità, della sufficienza e dell’indifferenza. Ci appelliamo al senso di responsabilità e alla sensibilità di sindaco e presidente del consiglio nonchè dell’assessore al Bilancio (unica figura con conoscenza specifica e abilità politica) affinchè si facciano carico con i rispettivi organismi politici di velocizzare l’iter politico-amministrativo e di arrivare ai tempi massimi di legge previsti del 31 luglio per l’approvazione definitiva.

E’ troppo facile dire alla gente “faremo tutto” e poi fare poco o niente dando la colpa sempre a qualcun altro. La vera sfida è, pur nelle ristrettezze di mezzi di questo periodo, riuscire a fare di necessità virtù e trovare strumenti e mezzi che possano rilanciare un paese fermo da troppo tempo con il coinvolgimento possibilmente di tutte le forze politiche, sindacali, sociali e associazionistiche. L’esperienza maturata in questi 3 anni rafforza che la verità è un’altra: incompetenza, dilettantismo e scarsa capacità programmatoria di questa amministrazione (con la complicità del Consiglio comunale) sono delle  realtà che non si possono nascondere. E tutto questo purtroppo… non è una novità per Santa Croce Camerina.

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