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L’associazione “NATI PER CRESCERE” a due anni dalla prima donazione, un Cooling System,  un’apparecchiatura per la prevenzione e cura dell’encefalopatia ipossica-ischemica, ieri alla presenza di tantissimi genitori di bambini nati prematuramente, ha donato all’Unità Operativa Complessa di Terapia Neonatale, un video laringoscopio per la gestione delle vie aree difficili.

Una cerimonia emozionante carica di  testimonianze, quella di ieri nel reparto di Terapia Intensiva Neonatale del P.O. “Maria Paternò Arezzo”. Moltissimi  genitori di bambini nati prematuri, presente S.E. Mons. Paolo Urso. Vescovo della diocesi di Ragusa e coloro i quali hanno contribuito alla realizzazione del libro “Primi battiti e forti emozioni”.

A presentare l’evento il presidente dell’associazione “Nati per crescere”, arch. Giuseppe Giurdanella, che ha sottolineato il ruolo dell’Associazione,  composta da  genitori, medici, psicologi, infermieri, operatori sanitari e sociali. «Mi è difficile nascondere  la soddisfazione per gli obiettivi che questa Associazione  ha raggiunto in questi tre anni, per essere andati oltre nelle attività di divulgazione, portando a conoscenza della comunità le finalità sociali della stessa». “Nati per crescere” collabora con le Unità Operative di Terapia Neonatale  e di Neonatologia a favore dei neonati pretermine, con patologie acquisite e congenite o con difficoltà di altro tipo. Giurdanella ha ringraziato il dr. Maurizio Aricò, direttore generale dell’Asp, per la vicinanza e l’affetto sempre dimostrato  e il dr. Giovanni Giaccone, primario dell’UTIN,  in prima linea,  impegnato a sostenere e stimolare l’Associazione.

Il momento più  toccante è stato quello della presentazione del libro di testimonianze, lezioni di vita,  realizzato dalle mamme e i papà ed altri,  che hanno permesso di far conoscere, più da vicino, l’esperienza di dare alla luce un bambino pretermine. Un libro che racconta la sofferenza e il dolore, a volte la tragedia di quei piccoli “Angeli che passando per il nostro reparto si sono lasciati accarezzare da noi”. Il  libro è dedicato a questi Angeli, un’opera resa possibile grazie all’impegno di  Domitilla Occhipinti, una mamma, e Simona Massari, medico dell’UTIN, che hanno avuto la pazienza di raccogliere le esperienze dei genitori e trasferirle in un libro, ma anche della collaborazione del personale sanitario: la dr.ssa Maria Carmelina D’Alessandro, Salvatore Cataldi, Giusy Di Rosa e della psicologa dr.ssa Denise Gulino, e  di tanti altri che, a vario titolo,  hanno dato  un significativo contributo per la realizzazione del libro.

Il Vescovo, mons. Urso, nel suo intervento conclusivo, «Questa pubblicazione è un inno alla vita per  la via e alla forza della vita. I bambini sono un prodigio, ma i vostri piccoli “guerrieri e combattenti” lo sono ancora di più. Ringrazio i genitori perché ci ingegnano che l’amore non ha limiti e non pone condizioni; ai bambini, che hanno già ricevuto il premio concesso ai vincitori finali, perchè brillano come stelle nel cielo e intercedono per tutti coloro che devono affrontare la battaglia della vita».

Due testimonianze di mamme: Teresa e Maria Carmela hanno raccontato le loro esperienze. Circa il 10% delle donne partorisce prima della trentasettesima  settimana di gestazione. L’1% di queste madri partorisce prima della 32a settimana, meno di sette mesi  di  gestazione, un neonato che a volte raggiunge solo i 400 grammi di peso e la cui sopravvivenza dipende dall’alta e sofistica tecnologia dei macchinari e dalle qualificate competenze del personale dei reparti di Terapia Intensiva Neonatale, dove il pretermine deve essere necessariamente completare il suo sviluppo. Durante il periodo di degenza in terapia intensiva, che a volte di protrae per mesi, il  neonato affronta un percorso estremamente difficile e tortuoso, lottando,  attimo dopo attimo,  per la propria vita in un ambiente che non è il grembo materno. 

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