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Trascorsi 3 anni dall’inizio del mandato, adesso è possibile tracciare sinteticamente un bilancio dell’attività politico-amministrativa del sindaco Franca Iurato e della sua giunta. Il quadro che ne deriva, anche prescindendo dalle grandi aspettative e dai roboanti proclami della campagna elettorale, è desolante. La gestione amministrativa è stata disastrosa a causa della inesperienza, dell’incapacità e dell’inadeguatezza del sindaco e della giunta. Persino l’ordinaria amministrazione è stata carente e la sfiducia dei cittadini ha raggiunto livelli mai visti prima, facendo aumentare sempre più la distanza tra le persone e la politica.

Il programma elettorale del sindaco è stato disatteso sin dalla premessa che parla di “un programma partecipato” che “vuole dar voce a tutti”, mentre numerosi sono stati i fallimenti in diversi campi. A partire dalla riqualificazione del degrado urbano, alla sicurezza dei cittadini, alle problematiche connesse a immigrazione, sviluppo e attività produttive, alla volontà di realizzare e mettere mano al P.R.G. e a quelle varianti che potevano dare un input allo sviluppo economico e turistico del territorio, passando per l’esigua percentuale di realizzazione del piano triennale delle opere pubbliche e la totale assenza di proposte per rivitalizzare il centro storico. E ancora nuove idee per le famiglie, e per chi si trova in difficoltà.

Fra gli obiettivi fissati, in maniera sintetica, si rammentano: trasparenza e partecipazione, rispetto della legalità e sicurezza sul territorio, la riorganizzazione degli uffici per renderli efficienti; l’introduzione del controllo di gestione per ottenere informazioni necessarie alla determinazione dei costi in modo da intervenire sulla riduzione degli sprechi e delle inefficienze, rilancio e massimo sostegno al settore dell’agricoltura, crescita culturale ed economica (vogliamo un paese in cui il Comune promuove la formazione professionale dei giovani e in cui gli stessi siano agevolati a intraprendere nuove attività nei settori turistici, artigianali, commerciali), solidarietà verso le fasce più deboli, valorizzazione delle risorse del territorio nel rispetto dell’ambiente, la lotta all’evasione, la risoluzione delle problematiche relative alle “tariffe idriche Mediale”, l’attuazione di una seria “spending review”, la creazione di un osservatorio per captare fondi europei, ministeriali, regionali.

Nulla di tutto questo risulta realizzato: tranne qualche tentativo di rimodulazione, gli uffici continuano a rimanere tali e quali erano prima e la loro attività appare lenta, poco coordinata, talvolta inceppata dall’ingranaggio burocratico; nessuna iniziativa di rilievo è stata presa per ridurre sprechi ed inefficienze; nulla sulla tanto decantata “spending review”; e a parte il taglio parziale dell’indennità di sindaco e assessori dovuto per legge, non vi è traccia di altri provvedimenti quali ad esempio lo sfoltimento dei macrosettori dipartimentali. Qui a Santa Croce ce ne sono 5, poco meno di Ragusa  provincia. Se venissero ridotti a 3 si ridurrebbe anche il numero dei dirigenti o posizioni organizzative. Di fondi europei, ministeriali o regionali, se ne sono visti pochi o nulla! A dispetto delle notevoli dichiarazioni d’intenti, nessun progetto di rilievo risulta essere stato messo in cantiere dall’amministrazione in nessuno dei settori indicati. Ed anzi è stato solo grazie all’impegno e alla testardaggine di alcuni consiglieri comunali (“Gruppo Agricoltori”) se importantissimi progetti come il “Marchio collettivo di qualità”, hanno avuto un parziale sviluppo. Per quanto riguarda il lavoro, l’occupazione giovanile, l’incremento turistico nessuna traccia in questi 3 anni. Legalità, trasparenza e democrazia partecipativa sono la nota più dolente per un’amministrazione che di questo slogan ha fatto una bandiera. Ed è forse il fallimento più grande di questo esecutivo. Lo “streaming” è stato un impegno totalmente disatteso. Altra nota dolente è la gestione degli incarichi legali, il cui metodo di affidamento sinora ricalca in tutto e per tutto la vecchia gestione. Lo strumento in assoluto più importante per la gestione della città, ovvero il bilancio di previsione, è stato sempre trasmesso a fine anno, con un ritardo intollerabile, impedendo qualsiasi margine di manovra da parte del consiglio e, dunque, facendosi beffe di quella democrazia partecipativa di cui ci si è riempiti la bocca in campagna elettorale. Quanto alla partecipazione e condivisione delle scelte amministrative con il consiglio comunale – altro slogan elettorale – si denuncia come di fatto nessuna delle scelte operate dal sindaco e dalla sua giunta sia mai stata realmente condivisa con l’intero consiglio comunale, bensì sempre notificata a posteriori, quando ormai la decisione era stata presa

Tantissimi i punti critici rimasti irrisolti o addirittura, ancor più acutizzatisi: parliamo dell’aumento della pressione fiscale, con riferimento all’addizionale IRPEF, all’IMU, TASI e della TARIFFA IDRICA accettata quasi nel limite massimo, con buona pace dello slogan “pagare tutti e pagare meno”. Parliamo poi della manutenzione delle strade, dell’illuminazione pubblica, del verde pubblico, di marciapiedi costellati di escrementi, di strade i cui margini non vengono quasi mai spazzati, di piazze e aiuole non curate ed infestate da erbacce, di aree malsane lasciate all’incuria,di periferie abbandonate ridotte in pessime condizioni, dei 18 alloggi popolari lungo la circonvallazione di Costa degli Archi rimasti incompleti, della raccolta differenziata ancora con molte criticità. Una città dove, da diversi anni, non viene più effettuata nemmeno una semplice derattizzazione.

La verità è che, al di là delle obiettive difficoltà in cui versano più o meno tutti i comuni, a causa della sfavorevole congiuntura economica globale e dei sempre minori trasferimenti da parte dello Stato, e che non possono non riconoscersi, il sindaco e la giunta si sono dimostrati non all’altezza; inadeguati nel gestire il patrimonio di progetti in fase di inizio, di realizzazione o di completamento, lasciato in dote dalle precedenti amministrazioni; incapaci di esercitare un’azione amministrativa di qualità e di imprimere una vera svolta al governo della città.

A Santa Croce forse è il caso che i cittadini comincino ad interessarsi più da vicino dei propri interessi, quelli generali, quelli di tutti, quelli che hanno a che fare con i beni comuni, altrimenti potrebbe diventare troppo tardi. Avevamo richiamato l’attenzione sulla possibilità di mantenere la destinazione d’uso della comunità alloggio “Don Gnocchi”. Non c’è stato nulla da fare: il grave deficit di cultura politico-amministrativa che contraddistingue l’amministrazione comunale in carica, mescolato ad un uso arrogante e spregiudicato del potere, non solo ha fatto ma ha esaltato la confusione e l’inadeguatezza di una classe politica sorda alle esigenze della città e imperterrita nel promuovere solo gli interessi di parte.

Apprendiamo infine con piacere che l’amministrazione comunale ha deciso di concedere in comodato d’uso i locali in Piazza degli Studi accanto all’ufficio dei Servizi sociali alla sezione Ascom di Santa Croce. Tali locali serviranno all’associazione al fine di “potere svolgere al meglio le funzioni sindacali”, finalità certamente lodevole da parte della stessa. Senza entrare nel merito delle scelte compiute dall’Amministrazione comunale, come pure delle attività svolte da parte di questa Associazione beneficiaria, così facendo tutte le associazioni (non- profit) potranno avere diritto a fare la medesima richiesta? Difficile sostenere che questa amministrazione adesso possa ignorare anche le esigenze di quelle organizzazioni non a scopo di lucro che operano nel territorio e svolgono la propria azione con grande spirito di sacrificio e con tanto volontariato.

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