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Non ho dubbi che da oggi sarò tacciato di non essere imparziale perchè sconfitto alle ultime elezioni, di avere avuto a che fare con la vecchia politica oppure di prepararmi per una eventuale prossima candidatura a sindaco, ma non farei un buon servizio ai lettori, né a me stesso, se non segnalassi l’opinione che aleggia in città e quello che secondo me deve essere corretto. Un’amministrazione per crescere ha bisogno di critiche, di proposte, di segnalazioni e non di servilismi o di codardi. Ci sono politici dai quali si deve pretendere di più rispetto ad altri, per la loro storia, per la loro provenienza (società civile) e per il loro modo di essere. Franca Iurato ha avuto il merito di aver spazzato via una politica che si stava “intorpidendo” e una classe politica elitaria e autarchica, e gliene siamo grati. Ma la discontinuità con il passato e la nobiltà d’animo non bastano per amministrare bene una città. Cacciati i brutti e cattivi, adesso dai buoni ci aspettiamo i fatti.

Quando Crocetta è diventato governatore è stato accolto come il salvatore della patria. Grazie alla sua rivoluzione, pensavamo, la malapolitica di Cuffaro e Lombardo era stata archiviata. Io non non sono stato un suo elettore e me ne vanto, ma per un breve periodo gli ho perdonato quasi tutto: è arrivato persino a nominare assessore la sua segretaria, roba che neanche al Re Sole sarebbe stato consentito. Ma la discontinuità col passato non basta per governare bene. Dopo un anno di proclami e annunci abbiamo capito che non solo Crocetta è stato in totale continuità con Lombardo, ma che se per fare la rivoluzione bastavano le parole, Crocetta avrebbe già fatto impallidire Robespierre. La discontinuità non basta, né l’etichetta dell’antimafia e della persona onesta. Devi sapere amministrare. L’esempio di Crocetta e della sua giunta è emblematico: con tutti i problemi che ha oggi la Sicilia (i lavori sul viadotto crollato, disoccupazione, immigrazione ecc..), loro che fanno? Danno la priorità ad altro (legge sui tagli e riduzione ai consigli comunali) invece di preoccuparsi dei veri problemi: tagliano le spese altrui, eliminano le province… Le solite iniziative politiche alla siciliana!

Il primo cittadino è una persona prestata alla politica, proveniente dalla cosiddetta società civile, e perciò la sua elezione ha costituito una netta discontinuità con il passato. Vive la “cosa pubblica” con la stessa sensibilità con cui nella vita privata un buon cittadino dovrebbe fare ed è anche capace di scelte e decisioni coraggiose (come quella di appaltare il servizio dei rifiuti secondo il codice anticorruzione, applicato senza se e senza ma). Ma adesso è sindaco e a un sindaco si chiede di amministrare. Non basta la buona volontà né la nobiltà d’animo. Mancano ancora due anni alle prossime elezioni ed è doveroso proseguire nell’azione amministrativa con maggiore incisività, nell’intento di velocizzare la risoluzione di problematiche vecchie e nuove: occorre massimizzare gli effetti del Marchio di qualità, estendere il porta a porta sull’intero territorio, riqualificare alcune zone verdi e aree archeologiche della città, occuparsi della manutenzione straordinaria di alcune infrastrutture basilari per un comune a vocazione turistica come il nostro (la strada che collega Punta Secca a Casuzze, per esempio, la bretella di via Mondello-via Lampedusa, la strada di via Chiuse Nuove), diminuire la pressione fiscale ma assicurare i servizi alla comunità, mettere mano alle varianti del P.R.G.,occuparsi dei 18 alloggi popolari lungo la circonvallazione di Costa degli Archi rimasti incompleti, puntare su percorsi turistico-artistico-culturali e predisporre progetti infrastrutturali attraverso bandi comunitari. E pensare sopratutto alle famiglie, e a chi si trova in difficoltà. Oneri e onori: questo il duro ma esaltante compito di chi si è proposto alla collettività per governarla e a cui la collettività a suo tempo ha riconosciuto le capacità umane e politiche per agire in tal senso.

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